Gudmundsson alla Lazio, l'islandese che ha cercato se stesso tra Genoa e Firenze
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Redazione Sport
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Albert Gudmundsson è il nuovo numero 80 della Lazio, e nella storia del club biancoceleste rappresenta una piccola, inedita curiosità: è il primo calciatore islandese a indossare questa maglia. Il suo arrivo a Formello, negli ultimi scossoni del mercato di gennaio, è stato definito da molti come la ciliegina sulla torta di una sessione già ricca di interventi, ma per l’attaccante classe '97 si tratta anche di un'occasione per risolvere una sorta di incompiuta personale, quella che lo ha accompagnato nelle ultime due stagioni in Serie A.
Dopo aver incantato con la maglia del Genoa, il passaggio alla Fiorentina non ha saputo regalargli la continuità che tutti si aspettavano, e ora, con la formula del prestito gratuito e un diritto di riscatto fissato a 11 milioni di euro, si ritrova a dover riconquistare quel ruolo da protagonista che sembrava ormai suo.
Un talento forgiato in Olanda e la carriera prima dell'Italia
Nato e cresciuto calcisticamente in Islanda, nel Reykjavik, Gudmundsson ha compiuto il classico percorso di formazione nei Paesi Bassi, un ambiente che per i giovani talenti nordici rappresenta spesso un trampolino di lancio ideale. Le esperienze con Heerenveen e PSV Eindhoven gli hanno permesso di affinare le proprie qualità, ma è stato all'AZ Alkmaar, tra il 2018 e il 2022, che il suo talento ha cominciato a esplodere in modo significativo.
In quella squadra, condividendo il campo con giocatori del calibro di Teun Koopmeiners, Gudmundsson si è affermato come un attaccante moderno, capace di agire sia da seconda punta che da esterno offensivo, con una predilezione per il taglio verso il centro e il tiro dalla distanza.
La sua carriera è costellata di debutti memorabili, quelli che gli hanno valso l'appellativo di "uomo degli esordi": basti pensare alla prima da titolare in Eredivisie, segnata da un gol al Feyenoord, o alle doppiette realizzate al Plzen in Champions League e al Rijeka in Europa League, a dimostrazione di un carattere che non teme i palcoscenici importanti.
L'impatto in Serie A, l'apice al Genoa e la delusione viola
L'approdo in Italia, avvenuto proprio con la maglia del Genoa nella stagione 2023-24, è stato un vero e proprio colpo di fulmine. Con i rossoblù, Gudmundsson ha trovato l'ambiente giusto per mettere in mostra tutto il suo repertorio, realizzando 14 gol che hanno letteralmente stregato i tifosi e gli addetti ai lavori. La sua capacità di accorciare sul piede mancino, la velocità nei primi metri e la freddezza sotto porta lo hanno reso uno degli attaccanti più temuti del campionato, tanto da attirare le attenzioni di club più blasonati.
La Fiorentina lo ha così portato a Firenze con grandi aspettative, ma il passaggio in riva all'Arno non ha prodotto i frutti sperati. In due stagioni con i toscani, l'islandese ha collezionato 81 presenze e 19 reti, un bottino che, seppur dignitoso, è apparso lontano dagli standard dei 14 gol realizzati in un solo anno con il Grifone, lasciando inevitabilmente il segno di una sensazione di incompiutezza che ha caratterizzato la sua avventura viola.
L'operazione di mercato e la nuova sfida con Gattuso
La trattativa che ha portato Gudmundsson alla Lazio è stata condotta negli ultimi giorni di mercato, con la società biancoceleste che ha definito un accordo sulla base di un prestito gratuito, con un'opzione per il riscatto fissata a 11 milioni di euro. Il giocatore ha firmato un contratto che prevede un ingaggio di 2,2 milioni per il primo anno, con un'estensione triennale automatica in caso di esercizio del diritto di riscatto, un meccanismo che lega il futuro del calciatore alle prestazioni che saprà offrire.
Per Gennaro Gattuso, che ha seguito con attenzione le operazioni di questa sessione di mercato, Gudmundsson rappresenta l'ultimo tassello per completare un reparto offensivo già ricco di soluzioni. La sua duttilità tattica lo rende un elemento prezioso per il 4-3-3 o per un eventuale 4-2-3-1, potendo agire sia come ala su entrambe le fasce che come trequartista alle spalle della punta centrale.
La Lazio, che ha già piazzato colpi importanti come l'arrivo di Frattesi a centrocampo, chiude così un mercato di gennaio votato al sette in pagella, con un bilancio economico che sembra essere tornato in attivo nonostante i numerosi innesti.
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