Legge elettorale, il testo bis accelera: stop ai ballottaggi e soglia al 42%

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La legge elettorale torna al centro dello scontro politico con il deposito del testo bis della riforma da parte della maggioranza, che punta a portare il provvedimento in Aula il 26 giugno. Tra le modifiche principali figurano l’innalzamento della soglia per ottenere il premio di governabilità dal 40 al 42 per cento, la soppressione dei ballottaggi e un nuovo meccanismo di coordinamento tra Camera e Senato per evitare risultati difformi tra i due rami del Parlamento. Il testo è stato presentato in commissione Affari costituzionali della Camera dopo una lunga trattativa interna al centrodestra, con l’obiettivo dichiarato di arrivare all’approvazione entro l’estate.

La nuova versione della proposta, collegata al nome di Galeazzo Bignami, conferma l’impianto senza preferenze e modifica il sistema di assegnazione del premio di maggioranza. Secondo il testo depositato, il premio scatterebbe soltanto nel caso in cui una coalizione raggiunga il 42 per cento sia alla Camera sia al Senato. In assenza di questo risultato, il riparto dei seggi avverrebbe in modo proporzionale. Salta inoltre il secondo turno, che nelle ipotesi iniziali avrebbe dovuto assegnare il premio di governabilità in caso di mancato raggiungimento della soglia al primo turno.

Il calendario della riforma e le tensioni in Parlamento

La maggioranza accelera sull’iter parlamentare della legge elettorale e punta a chiudere il passaggio alla Camera entro luglio per poi portare il testo al Senato entro agosto. La scelta di stringere i tempi viene letta anche in relazione alla possibilità di elezioni anticipate e alla necessità di non arrivare troppo vicini alla scadenza naturale della legislatura, prevista per settembre 2027. Secondo Riccardo Magi di +Europa, il centrodestra vuole evitare il rischio di una possibile contestazione legata a una sentenza pendente davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo, che potrebbe incidere sulla possibilità di approvare una nuova legge elettorale a maggioranza semplice a meno di dodici mesi dal voto.

La calendarizzazione del testo in Aula ha però provocato immediate reazioni da parte delle opposizioni. Il cosiddetto campo largo ha contestato il metodo seguito dalla maggioranza, accusandola di procedere con “forzature” su una riforma che, secondo le critiche, fino a poche ore prima era stata definita soltanto attraverso comunicati e indiscrezioni. Dall’altra parte Fratelli d’Italia respinge le accuse e rivendica il percorso seguito nelle ultime settimane. Giovanni Donzelli ha sostenuto che il deposito del testo è avvenuto soltanto dopo la conclusione della discussione generale e che alcune indicazioni arrivate dalle opposizioni sarebbero state accolte nella nuova versione della riforma.

Le modifiche introdotte dal centrodestra

Il nuovo testo nasce dopo una serie di vertici tra leader e sherpa del centrodestra, che nelle ultime ore hanno lavorato per definire i punti più controversi della riforma. Il coordinamento tra Camera e Senato rappresenta una delle novità più rilevanti del testo bis, perché mira a evitare l’assegnazione del premio di governabilità in presenza di risultati differenti tra le due Camere. La soglia più alta, fissata ora al 42 per cento, modifica inoltre l’equilibrio del sistema e rende più difficile ottenere il premio senza un consenso molto ampio su base nazionale.

Con il deposito della nuova versione, il centrodestra concentra ora l’attenzione sulla partita della legge elettorale, considerata uno dei dossier politici più delicati dei prossimi mesi. La riforma arriva in Parlamento in un clima già segnato dalle tensioni tra maggioranza e opposizione, mentre il calendario fissato per il 26 giugno apre una fase di confronto destinata a incidere sugli equilibri politici e parlamentari in vista delle prossime elezioni.

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