Trump minaccia Putin: "Stai giocando col fuoco", ma Mosca non sembra preoccupata

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Sergey Markov, politologo ed ex consigliere di Vladimir Putin, oggi ancora influente negli ambienti del potere russo, non crede che le minacce di Donald Trump si tradurranno in azioni concrete. Nonostante il tono aggressivo del presidente americano, che in un post su Truth Social ha accusato il leader del Cremlino di "giocare col fuoco", Markov sostiene che il vero obiettivo di Mosca rimanga la vittoria in Ucraina, non il dialogo con Washington.

Le parole di Trump, che ha ribadito come la Russia avrebbe già subito "cose molto brutte" senza il suo intervento, sono arrivate dopo le indiscrezioni del Wall Street Journal su possibili nuove sanzioni. Fonti anonime hanno rivelato che la Casa Bianca starebbe valutando misure punitive per rompere lo stallo diplomatico, ma il Cremlino, almeno a giudicare dalle reazioni ufficiali, non sembra intenzionato a cedere.

Dmitry Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, ha risposto con una provocazione, evocando lo spettro di un conflitto globale: "L’unica cosa davvero brutta che conosco è la Terza guerra mondiale". Una retorica che, sebbene estrema, riflette la posizione di chi a Mosca considera le pressioni occidentali poco più di un bluff.

Intanto, la guerra in Ucraina prosegue senza che si intraveda una via d’uscita. Trump, irritato dalla mancanza di progressi nei negoziati, ha alzato i toni, ma secondo Markov si tratterebbe più di una strategia comunicativa che di un reale cambio di rotta. Del resto, il Cremlino ha già dimostrato più volte di saper gestire le tensioni senza modificare i propri piani.

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