Stamperia clandestina ad Altopascio, banconote false vendute su Telegram

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Una stamperia clandestina specializzata nella produzione di banconote false è stata scoperta e smantellata ad Altopascio, in provincia di Lucca, al termine di un’indagine che ha portato al sequestro di 10mila euro in denaro contraffatto destinato alla vendita online. La stamperia clandestina, secondo quanto emerso dagli accertamenti, operava attraverso canali digitali e avrebbe commercializzato le banconote false anche oltre i confini italiani. L’operazione è stata condotta dai militari del Nucleo Operativo Antifalsificazione Monetaria di Roma con il supporto dei carabinieri della Compagnia di Lucca, interrompendo un sistema di contraffazione che presentava ramificazioni in diversi Paesi europei.

Le indagini e la scoperta della stamperia nel Lucchese

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura della Repubblica di Lucca, ha consentito di individuare una presunta struttura clandestina allestita all’interno di un’abitazione. Secondo quanto contestato dagli investigatori, la produzione delle banconote false avveniva direttamente in casa attraverso una stamperia digitale dedicata alla realizzazione di denaro contraffatto. Al termine degli accertamenti è stato denunciato un uomo di 33 anni, di nazionalità colombiana e stabilmente residente ad Altopascio. Le verifiche, avviate nel mese di febbraio, hanno permesso di ricostruire l’attività svolta e di arrivare allo smantellamento dell’impianto utilizzato per la produzione.

Gli investigatori ritengono che il sistema fosse organizzato per alimentare un mercato online delle banconote contraffatte. Il sequestro di 10mila euro in denaro falso rappresenta uno degli elementi emersi durante l’operazione, insieme alla documentazione raccolta nel corso delle perquisizioni. L’intervento dei carabinieri ha posto fine a un’attività che, secondo quanto ricostruito, non si limitava al territorio locale ma risultava collegata a una rete più ampia, con collegamenti individuati anche in altri Paesi europei. Proprio questa dimensione sovranazionale ha reso particolarmente rilevante il lavoro svolto dagli specialisti dell’antifalsificazione monetaria.

Le vendite su Telegram e la diffusione delle banconote false

Tra gli aspetti emersi dalle indagini vi è la presunta commercializzazione delle banconote attraverso Telegram. Secondo la ricostruzione degli investigatori, i tagli contraffatti da 10, 20 e 50 euro venivano proposti a prezzi molto bassi rispetto al loro valore nominale. In particolare, è stato riportato che alcune banconote da 50 euro sarebbero state vendute per appena 6 euro. Le vendite avvenivano online e il sistema avrebbe consentito di raggiungere acquirenti interessati all’acquisto di denaro falso attraverso canali digitali dedicati.

La vicenda richiama per alcuni aspetti la trama del film “La banda degli onesti”, citato in uno dei resoconti dell’operazione, ma il caso scoperto ad Altopascio riguarda un’attività che, secondo le contestazioni formulate dagli investigatori, avrebbe avuto come obiettivo la concreta distribuzione delle banconote contraffatte. L’uomo individuato dai carabinieri avrebbe infatti lucrato sulla rivendita dei tagli falsi tramite Telegram, sfruttando strumenti digitali per promuovere e gestire le transazioni. L’operazione condotta nel Lucchese ha così consentito di bloccare la produzione e la distribuzione delle banconote prima che il denaro sequestrato potesse essere immesso sul mercato attraverso i canali di vendita individuati dagli investigatori.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.