Monte dei Paschi di Siena consolida il controllo sull'86.3% di Mediobanca
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Redazione Economia
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Monte dei Paschi di Siena (MPS) ha ufficializzato il successo della sua Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio su Mediobanca, raggiungendo una partecipazione totale pari all'86,3% del capitale. Questo risultato definitivo ridisegna gli equilibri del sistema creditizio italiano e sancisce il passaggio di controllo, con la banca senese che detiene ora oltre 702 milioni di azioni.
La nuova governance di Mediobanca
Con l'assemblea convocata per il 28 ottobre, l'attenzione si sposta sulla composizione del futuro consiglio di amministrazione. Entro i primi di ottobre dovranno essere presentate le liste dei candidati che potrebbero prendere il posto di Alberto Nagel. Tra i nomi che circolano figurano Francesco Pascuzzi di Goldman Sachs Italia, Giorgio Concini di Pimco Italia e un rappresentante di Ubs Italia. Le scelte saranno influenzate dallo stile decisionale diretto del presidente di MPS, Nicola Lovaglio, per il quale è fondamentale instaurare un rapporto di sintonia.
Il via libera del Consiglio di Stato
Il percorso non è stato privo di ostacoli, superati grazie al recente via libera del Consiglio di Stato. I giudici hanno respinto l'ultimo tentativo di bloccare l'aumento di capitale di MPS, confermando la legittimità del ruolo di Mediobanca nell'operazione. La questione nel merito sarà comunque esaminata in un successivo appuntamento davanti al Tar del Lazio.
La fine di un'epoca
Al di là degli aspetti procedurali, l'operazione ha rappresentato uno scontro tra due istituzioni di primissimo piano, con l'istituto più piccolo che ha acquisito il controllo sull'altro. Un epilogo che segna inequivocabilmente la fine di un'epoca, tra la più antica banca del mondo e un pilastro della finanza milanese. A cose fatte, non senza ironia, alcuni ex amministratori di Mediobanca hanno incassato cospicue cifre aderendo all'opa che inizialmente avevano contestato.




