Svezia: indagine aperta sulla morte dei fratelli Boer, travolti da una valanga

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La procura della Repubblica di Svezia ha avviato un’indagine preliminare per far luce sulla tragedia che ha colpito due sciatori italiani, i fratelli Mattia e Daniele Boer, travolti da una valanga lo scorso 21 marzo nella regione di Abisko, nel nord del Paese. L’incidente, avvenuto a Kårsavagge, a sud-ovest di Abisko, ha coinvolto un gruppo di sette persone, tra cui i due fratelli, originari di Luserna San Giovanni, in provincia di Torino, che hanno perso la vita. La procura svedese, in un comunicato, ha precisato che l’obiettivo dell’inchiesta è accertare le dinamiche dell’accaduto e valutare eventuali responsabilità penali, individuando già “uno o più sospettati” e una società coinvolta.

La valanga si è abbattuta sul gruppo mentre si preparavano a salire su un elicottero per il rientro, dopo un’escursione nella zona. Il pilota, che aveva appena spento i motori, non ha avuto il tempo di riavviarli prima di essere investito dalla massa di neve. Dei cinque passeggeri scesi dal veicolo, la guida alpina che accompagnava gli sciatori è rimasta parzialmente sepolta sotto uno strato di neve, riuscendo a salvarsi, mentre Mattia e Daniele Boer, di 45 e 50 anni, non ce l’hanno fatta.

I due fratelli, noti per la loro passione per gli sport estremi, avevano fatto del rischio una componente centrale della loro vita. Cresciuti in una famiglia in cui l’attività fisica era un pilastro, grazie al padre Silvio, che li aveva avviati fin da piccoli a discipline come l’hockey, il motocross e lo scialpinismo, avevano mantenuto questa inclinazione anche da adulti, alternando con disinvoltura surf, sci e altre avventure all’aria aperta. La loro morte ha lasciato un vuoto profondo, non solo per la famiglia ma anche per chi li conosceva, abituati a vederli vivere con un’energia contagiosa.

L’indagine della procura svedese si concentrerà ora sulle circostanze che hanno portato alla valanga, cercando di capire se ci siano state negligenze o errori da parte di chi organizzava l’escursione. La società designata come potenzialmente responsabile, il cui nome non è stato ancora reso noto, potrebbe essere chiamata a rispondere delle proprie azioni, mentre i sospettati individuati saranno sottoposti a ulteriori accertamenti.

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