West Nile, allarme in Emilia-Romagna per la circolazione precoce del virus: nessun caso nell’uomo ma il rischio è alto

West Nile, allarme in Emilia-Romagna per la circolazione precoce del virus: nessun caso nell’uomo ma il rischio è alto
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Redazione Salute Redazione Salute   -   In Emilia-Romagna è alta l'attenzione per l'estesa e precoce circolazione del virus West Nile, trasmesso dalla puntura di zanzare comuni infette. Secondo Vittorio Sambri, professore di microbiologia dell'Università di Bologna, il virus è stato rilevato in tutta l'area emiliana, esclusa la Romagna, con settimane di anticipo rispetto agli anni precedenti, quando l'allargamento geografico si verificava tra la seconda metà di luglio e la prima metà di agosto.

Un'estensione geografica senza precedenti

Il sistema di sorveglianza entomologica previsto dal Piano regionale arbovirosi ha rilevato, fin dalla metà di giugno, segnali di una circolazione del virus tra le zanzare che interessa sei province su nove, escluso al momento il solo territorio romagnolo. Si tratta di una situazione definita eccezionale dalla stessa Regione, poiché in tutti gli anni di sorveglianza, a partire dal 2008, non era mai stata registrata una diffusione del virus così precoce in stagione e su un'area così vasta.

Nessun caso umano, ma la prognosi è riservata

Anche se in regione la circolazione del West Nile è endemica, ovvero stabilmente presente, e il sistema di sorveglianza sanitaria non ha ancora rilevato casi di infezione nell'uomo, i dati attuali lasciano prevedere che nelle prossime settimane si possano manifestare le prime forme gravi della malattia.

L'assessore regionale alle Politiche per la salute, Massimo Fabi, ha sottolineato che il sistema sanitario è in allerta e che la collaborazione dei cittadini è fondamentale per adottare le misure di prevenzione, come l'uso di repellenti e zanzariere, per proteggersi dalle punture della zanzara comune, attiva soprattutto nelle ore serali.

Il caso nel Lazio e le richieste di trasparenza

Mentre in Emilia-Romagna la sorveglianza è massima, nel Lazio è stato registrato il primo caso di positività al virus West Nile del 2026. Secondo quanto apprende l'agenzia di stampa Nova, il contagio è stato accertato in un paziente della provincia di Latina, un'area che già nella scorsa stagione era stata interessata da diversi focolai.

Nel frattempo, il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Giancarlo Tagliaferri ha depositato una nuova interrogazione in Assemblea legislativa per chiedere alla Regione Emilia-Romagna maggiori informazioni e trasparenza, soprattutto per la provincia di Piacenza, già colpita in passato. Tagliaferri ha dichiarato che la Regione ha parlato di una circolazione più precoce e più estesa, e che pertanto è necessario garantire la massima trasparenza per evitare allarmismi e consentire ai cittadini e ai Comuni di programmare al meglio gli interventi di prevenzione.

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