Forte scossa di terremoto in Colombia, magnitudo 7.4: decine di vittime e crolli a Cali
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Redazione Esteri
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Una violenta scossa di terremoto di magnitudo 7.4 ha sconvolto la Colombia occidentale nella mattinata di oggi, lasciando dietro di sé una scia di morte e distruzione che ha messo in ginocchio intere comunità, con un bilancio provvisorio che parla di almeno 47 vittime accertate e un numero ancora imprecisato di feriti, molti dei quali estratti dalle macerie di edifici pubblici e abitazioni private.
L'epicentro del sisma, localizzato dal Servizio geologico colombiano nei pressi di San José del Palmar, nel dipartimento di Chocó, a circa 400 chilometri a ovest di Bogotà, ha sprigionato un'energia tale da essere avvertita distintamente non solo in gran parte del territorio nazionale, ma anche nei Paesi limitrofi come Panama, Venezuela ed Ecuador, gettando nel panico milioni di persone.
La scossa e il contesto sismico
Il movimento tellurico è stato registrato con precisione alle 7.34 ora locale (le 14.34 in Italia), con una profondità inizialmente stimata intorno ai 96 chilometri secondo i primi rilevamenti, anche se il Centro Sismologico Euro-Mediterraneo ha successivamente aggiornato il dato a 115 chilometri, mentre altre fonti locali parlano di 82 chilometri; una discordanza tecnica che, tuttavia, non ha attenuato la potenza distruttiva della scossa, la cui durata è stata percepita dalla popolazione come interminabile, con testimoni che parlano di circa quattro minuti di forte oscillazione del terreno.
Il sisma è stato classificato dagli esperti come uno dei più violenti degli ultimi cento anni in Colombia, un evento eccezionale che ha riattivato le paure ancestrali legate all'anello di fuoco del Pacifico, una delle aree sismicamente più attive del pianeta, e la cui intensità è stata paragonata a quella di altri tragici episodi che hanno segnato la storia recente del Sudamerica.
L'impatto sulle città e il crollo dell'ospedale
Le conseguenze più drammatiche si sono registrate nella città di Cali, il principale centro urbano della regione occidentale, dove il terremoto ha provocato il crollo parziale della facciata di numerosi palazzi e, secondo quanto riportato da fonti locali, avrebbe intrappolato sotto le macerie di un ospedale un gruppo di bambini, una notizia che ha scosso profondamente l'opinione pubblica e che ha mobilitato immediatamente le squadre di soccorso in un'opera disperata di scavo tra i calcinacci e il cemento armato.
Decine di edifici sono crollati come castelli di carte in diverse località del Chocó e dei dipartimenti limitrofi, mentre le strade si sono riempite di detriti e polvere, con le facciate degli stabili che si sono staccate rovinosamente al suolo, trasformando le vie cittadine in percorsi a ostacoli per i soccorsi.
La popolazione di Bogotà, nonostante la distanza di circa 400 chilometri dall'epicentro, ha vissuto momenti di terrore collettivo: migliaia di persone si sono riversate in strada, abbandonando uffici e appartamenti, mentre gli edifici più alti oscillavano visibilmente, facendo temere il peggio anche nella capitale.
Le operazioni di soccorso e la testimonianza dei sopravvissuti
Il presidente colombiano Abelardo de la Espriella ha assunto personalmente la direzione delle operazioni di soccorso, dichiarando che supervisionerà ogni fase dell'emergenza per garantire che gli aiuti arrivino tempestivamente nelle zone più isolate, dove le comunicazioni sono state interrotte e le strade sono impraticabili a causa delle frane e dei crolli. Tra i sopravvissuti, la testimonianza di Iván Armando Pérez, un ingegnere venezuelano residente nella capitale, racconta l'angoscia di quei lunghi istanti: "Siamo impauriti. La terra ha cominciato a tremare, e non smetteva".
La sua voce si aggiunge al coro di milioni di cittadini che, ancora sotto shock, faticano a trovare un senso a quanto accaduto, mentre le scosse di assestamento continuano a seminare il panico tra la popolazione, rendendo difficoltoso qualsiasi tentativo di ritorno alla normalità.
Danni e infrastrutture
Il quadro dei danni è ancora parziale e frammentario, ma le prime immagini che arrivano dalla zona del disastro mostrano un paesaggio apocalittico: strade spaccate, ponti lesionati e interi quartieri senza corrente elettrica né acqua potabile, una situazione che complica ulteriormente le operazioni di ricerca dei dispersi, il cui numero è ancora sconosciuto.
Le autorità locali hanno attivato tutte le risorse disponibili, inclusi i reparti dell'esercito e della protezione civile, per raggiungere le località più colpite dove i mezzi di soccorso faticano ad arrivare a causa delle frane che hanno bloccato le arterie stradali principali; l'ospedale di Cali, parzialmente crollato, è stato evacuato in fretta e furia, con i pazienti trasferiti in strutture di fortuna allestite nei pressi della città. Il sisma di magnitudo 7.4 si configura, dunque, come una delle peggiori calamità naturali degli ultimi decenni per la Colombia, un evento che ha messo a nudo la fragilità di un territorio già provato da altre emergenze e che ora chiede conto di una strage che, secondo gli esperti, poteva forse essere meno grave se le normative antisismiche fossero state rispettate con maggior rigore.
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