Lazio-Sassuolo, la moviola: Arena non cade nelle proteste di Maldini, regolare il gol di Marusic

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nella domenica sportiva che ha visto la Lazio interrompere un digiuno di vittorie lungo oltre un mese, l'attenzione di molti addetti ai lavori, complice la posta in palio e la classifica corta, si è inevitabilmente spostata sui dettagli, su quei singoli episodi capaci di indirizzare un risultato. La sfida dell'Olimpico, giocatasi in un clima surreale a causa della protesta del tifo organizzato che ha disertato gli spalti, ha regalato emozioni e un finale in pieno recupero, ma anche qualche momento di confronto acceso con la direzione arbitrale. A finire sotto la lente d'ingrandimento della moviola, come spesso accade, sono state principalmente due circostanze, entrambe riguardanti il giovane attaccante biancoceleste Daniel Maldini, autore del momentaneo vantaggio. E in entrambi i casi, a mente fredda e con il supporto delle immagini, il giudizio converge verso una gestione pulita e corretta della partita da parte del fischietto campano.

Il contatto in area e il silent check del Var

L’episodio più spinoso, quello che ha scatenato le proteste più vibranti dalla panchina laziale e dai giocatori in campo, porta la firma del centrocampista neroverde Luca Lipani. Correva il minuto numero 41 del primo tempo, con il punteggio fisso sull’1-1 maturato grazie alle reti di Maldini e Laurienté, quando il figlio d'arte, ricevuto il pallone al limite e penetrato in area, è caduto a terra dopo un a corpo proprio con Lipani. La sensazione immediata, per i tifosi di casa e per l'allenatore Maurizio Sarri, era che ci fossero gli estremi per un calcio di rigore, un'occasione troppo ghiotta per essere ignorata. L'arbitro Alberto Ruben Arena, però, ha lasciato proseguire, giudicando il contatto frutto di una spallata reciproca e, per intensità, non sufficiente a decretare il tiro dal dischetto. La sala Var, con i signori Paterna e Abisso ai monitor, ha effettuato un cosiddetto “silent check”, ovvero una verifica rapida senza necessità di comunicazione diretta con il terreno di gioco, confermando l'impressione del direttore di gara: l'intervento di Lipani, seppur energico, rientrava nei canoni del contrasto lecito. Le proteste, insomma, sono rientrate nel novero di quelle fisiologiche in area di rigore, prive di una reale base tecnica per una revisione approfondita.

La gestione dei cartellini e la direzione di gara

A testimoniare la natura non particolarmente complicata dell'incontro, per ciò che concerne il profilo disciplinare, ci ha pensato lo stesso Arena, che ha mantenuto un metro di giudizio costante per tutte le novanta faticose dispute. Se si esclude l'attenzione catalizzata dall'episodio Maldini-Lipani, il match è scivolato via senza particolari scossoni, con il direttore di gara della sezione di Torre del Greco che ha estratto il cartellino giallo in quattro circostanze, tutte per falli netti e meritevoli di ammonizione. Nel primo tempo, al minuto 37, è stato lo stesso Lipani a finire sul taccuino per un intervento in ritardo su Mattia Zaccagni, mentre nella ripresa sono stati sanzionati Garcia, per un fallo su Isaksen lanciato in contropiede, e Laurienté, reo di aver trattenuto Cancellieri. Una direzione, quella del signor Arena, che ha convinto per personalità e sicurezza, anche nella gestione dei minuti di recupero.

L'ultimo sussulto: il gol partita di Marusic

L'ultimo atto della contesa, quello che ha consegnato i tre punti alla Lazio, porta la firma di Adam Marusic e ha scatenato la disperata reazione del Sassuolo, beffato proprio allo scadere. Sul cross pennellato da Matteo Cancellieri, il difensore montenegrino si è librato in area e, con un colpo di testa, ha infilato alle spalle del portiere Muric, uscito in modo quantomeno avventato. Anche in questo caso, però, non appena il pallone è finito in rete, lo sguardo è andato immediatamente al corner flag per verificare la posizione del marcatore. I dubbi, se mai ce ne sono stati, sono stati fugati in pochi secondi: Marusic partiva da una posizione regolare, in linea con il secondo e il terzultimo difensore, e la sua rete, di fatto, non ha mai corso il rischio di essere annullata. L'arbitro Arena, dal canto suo, ha convalidato senza esitazioni, chiudendo di fatto una domenica da incorniciare per la sua terza direzione stagionale con i biancocelesti, la seconda che si conclude con una vittoria per la squadra di Sarri.

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