Sicilia, l'assessore Sammartino: "Nessun caso di salmonella nei pomodorini"
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Redazione Salute
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Mentre le autorità europee segnalano un "focolaio transfrontaliero prolungato" di Salmonella Strathcona, che le indagini, condotte nell’arco di tre anni, avrebbero costantemente collegato ai pomodorini ciliegini provenienti dalla Sicilia, la Regione replica con dati ufficiali che sembrano smentire quelle conclusioni. “Le verifiche condotte dalle autorità sanitarie regionali e nazionali, così come i dati riportati nel recente rapporto congiunto di Ecdc ed Efsa, non hanno rilevato alcuno caso di contaminazione sui campioni di pomodoro prelevati in Sicilia”, ha dichiarato con decisione l’assessore all’Agricoltura e vice presidente della Regione Siciliana, Luca Sammartino, intervenuto mercoledì per smentire le notizie su presunti focolai. Aggiungendo, con una battuta che mira a tranquillizzare, che quei prodotti “fanno bene alla salute e sono buoni”.
La posizione del ministero della Salute
Parallelamente alle rassicurazioni della Regione, tuttavia, il ministero della Salute ha diramato una propria circolare, firmata dal direttore generale per l’igiene e la sicurezza degli alimenti Ugo Della Marta, che invita a non abbassare la guardia. Il documento, datato 30 ottobre 2024 e nato a seguito del rapporto Ecdc-Efsa, si inserisce in un contesto più ampio, che Della Marta ha definito emergente. “In tempi di cambiamenti climatici, di scarsità d’acqua e di riuso a fine agricolo delle acque di depurazione”, ha spiegato al Sole 24 Ore, “il tema del rischio microbiologico per prodotti vegetali consumati crudi è emergente e va affrontato”. Una presa di posizione, la sua, che delinea un problema strutturale e non legato a una singola partita di prodotti.
Le raccomandazioni per i consumatori
La circolare ministeriale, senza allarmismi ma con pragmatismo, si è concentrata sulle “buone pratiche di manipolazione casalinga”, indirizzando Asl, assessorati regionali e associazioni di categoria affinché veicolino messaggi chiari ai cittadini. Le indicazioni, che valgono per tutti i prodotti ortofrutticoli da consumare a crudo, prescrivono di lavare accuratamente le mani prima di maneggiare il cibo, di sciacquare con grande attenzione i prodotti freschi e di evitare qualsiasi contaminazione incrociata, mantenendo ben separati gli alimenti crudi da quelli già cotti. Precauzioni che, se da un lato rispondono a un principio generale di igiene, dall’altro acquisiscono una rinnovata importanza alla luce delle segnalazioni europee.
Un quadro dalle tesi contrastanti
Il caso, nel suo complesso, presenta dunque due narrative distinte che coesistono: da una parte le rassicurazioni ufficiali della Sicilia, basate sui campionamenti effettuati sul territorio, le quali escludono categoricamente la presenza del batterio nei pomodorini locali; dall’altra le raccomandazioni del ministero, dettate da un approccio di massima cautela in uno scenario agricolo che sta mutando. Se ne trae un quadro in cui, al di là delle responsabilità specifiche, l’attenzione si sposta sulla prevenzione, unico strumento universalmente riconosciuto per mitigare un rischio che, come sottolineato dalle autorità sanitarie nazionali, è ormai di carattere sistemico e non più confinabile a un’emergenza occasionale.




