Sfera Ebbasta canta davanti al Cenacolo: il video di “Lontano” e le polemiche

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Un uomo di spalle, fermo davanti all’Ultima Cena di Leonardo da Vinci. Poi un bambino seduto a terra, fogli bianchi e pennarelli colorati. Sono le prime immagini di “Lontano”, il singolo che apre la strada verso Purosangue, il nuovo album di Sfera Ebbasta in uscita l’11 dicembre per Universal Music Italia. Il videoclip, pubblicato a sorpresa nella notte tra il 21 e il 22 settembre, è stato girato in parte nel refettorio del convento di Santa Maria delle Grazie a Milano, lo stesso ambiente che custodisce il capolavoro vinciano.

È la prima volta in assoluto che un artista musicale ottiene il permesso di filmare davanti al dipinto originale: persino la produzione de Il diavolo veste Prada 2, ricorda Ansa, aveva dovuto ricostruire il Cenacolo in studio per la scena della festa.

Le riprese e le precauzioni

Le riprese si sono svolte la settimana precedente alla pubblicazione, con particolari accorgimenti per quanto riguarda illuminazione e audio, come riportato dalle agenzie. Nel video Sfera Ebbasta appare accanto al figlio Gabriel, nato nel 2022.

Il direttore della Grande Brera, Angelo Crespi, ha spiegato al Corriere Milano che l’autorizzazione è arrivata dopo la richiesta inviata dal rapper, corredata dal testo del brano e dallo storyboard del clip: «Ci è piaciuto il testo intimistico, quasi di redenzione: un giovane di periferia che aspira al successo, lo trova, ma non è felice». Il direttore esecutivo del museo, Chiara Rostagno, presente sul set, ha raccontato che «la musica era discreta, trasmessa da un telefonino: la sentivano solo il bambino e Sfera che ha cantato con voce sottile. Era tutto molto intimo».

Il contenuto del brano

“Lontano” segna un cambio di registro rispetto all’immaginario che ha accompagnato la carriera del rapper milanese, al secolo Gionata Boschetti, 33 anni. Il testo mette da parte riferimenti a successo e denaro per raccontare il peso della fama e la distanza dalle persone care. Nel brano ricorrono due figure paterne: quella di Gabriele, il padre scomparso prematuramente nel 2006, e quella dello stesso Sfera, padre di Gabriel. Il nome scelto per il figlio è un omaggio al nonno mai conosciuto.

La relazione con la madre del bambino, la modella argentina Angelina Lacour, si è conclusa nel 2025.

Il tour e il legame con il museo

L’uscita del disco sarà seguita da un tour nei palazzetti italiani che prenderà il via il 27 gennaio 2027 da Jesolo, per proseguire a Torino, Roma, Milano e Bologna. Il legame tra Sfera Ebbasta e il Museo del Cenacolo Vinciano non si esaurisce con il videoclip: nelle settimane che precedono l’11 dicembre sono previsti una serie di appuntamenti dedicati all’inclusione sociale, i cui dettagli saranno comunicati in seguito.

Il rapper ha inoltre proposto alla direzione del museo un programma di aperture speciali rivolte a bambini, adolescenti e famiglie delle periferie milanesi, sovvenzionato attraverso l’Art Bonus.

Le critiche della Cgil

La concessione dello spazio ha suscitato la reazione della Fp Cgil di Milano. «Dopo i precedenti e le polemiche per eventi fatti a Brera, come la lezione di fitness nella sala Teresiana della Biblioteca Braidense dove gli studenti non possono nemmeno portare l’acqua, siamo stupiti che si ritornino a fare questi errori», ha dichiarato Andrea Ferraccio. Per il sindacato, «non è valorizzazione del bene ma svilimento». La protesta riaccende un dibattito già emerso in passato su altri utilizzi di spazi culturali milanesi.

Da parte sua, Crespi ha replicato che l’obiettivo resta «rendere il patrimonio culturale accessibile a tutti, soprattutto al pubblico che si immagina più lontano dalla storia dell’arte».

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