Patù, il debutto di Inciocchi su Rai2 si ferma all’1,5% di share
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il debutto di «Patù – La passione delle idee», il nuovo programma di approfondimento condotto da Roberto Inciocchi su Rai2, si è chiuso con 155mila spettatori di media e l’1,5% di share nella seconda parte della serata. Il dato, riferito alla prima puntata trasmessa mercoledì 7 ottobre, colloca la rete generalista al di sotto di canali come Tv8 e Nove, che nella stessa fascia oraria hanno totalizzato rispettivamente il 2,5% e il 2,1% con programmi non di punta.
Un progetto nato per differenziarsi
Il programma, presentato nei palinsesti Rai 2026/27 come una delle principali novità dell’informazione, nasce da un’idea di racconto televisivo che il conduttore ha descritto come alternativo al talk show classico. Il titolo deriva da Patù, piccolo comune del Salento, e richiama il termine greco pathos, cioè passione ed emozione intensa, la stessa dimensione che Inciocchi ha dichiarato di voler trasferire nel racconto dell’attualità.
La struttura prevede un’apertura affidata a un filmato documentaristico di circa quindici minuti, seguito da una parte dedicata alla politica con ospiti in studio e collegamenti con i corrispondenti Rai, quindi uno spazio per la cronaca e, nella fascia notturna, un focus sulle grandi storie italiane.
Gli argomenti della prima puntata
L’esordio è partito dal Salento con un reportage sugli ulivi secolari scomparsi a causa della Xylella, arricchito da un’intervista all’attrice premio Oscar Helen Mirren, che da anni possiede una casa in Puglia. La trasmissione ha poi affrontato l’attacco di Hamas a Israele del 7 ottobre 2023, le manifestazioni studentesche ProPal, il caro carburanti, l’intelligenza artificiale e alcuni casi di cronaca.
Nella parte conclusiva, dalla mezzanotte in poi, il programma ha dedicato spazio alla figura di Paolo Borsellino con la partecipazione in studio del magistrato Nino Di Matteo, sostituto procuratore nazionale antimafia, che ha ricordato il clima dei giorni successivi alla strage di via d’Amelio del 19 luglio 1992 e la reazione popolare di quella stagione.
L’approccio al racconto e le scelte editoriali
Inciocchi, che arriva in prima serata dopo l’esperienza alla conduzione di «Agorà» su Rai3, ha spiegato di aver voluto «pezzi lunghi» e un racconto costruito attorno alle persone e ai territori, con l’obiettivo di differenziarsi dall’offerta tradizionale dei talk show. Il programma prevede anche uno spazio ricorrente dedicato all’intelligenza artificiale, affrontato attraverso un dialogo tra l’avatar del conduttore e quello di Alan Turing, padre dell’informatica moderna, con un taglio che lo stesso Inciocchi ha definito «rigoroso ma anche pop».
Quanto al caso Garlasco, il conduttore ha dichiarato che il programma se ne sarebbe occupato soltanto in presenza di sviluppi significativi, evitando di inserirlo nella scaletta inaugurale.
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