GameStop e giochi fisici: perché il futuro non dipende più dai dischi

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   GameStop considera ormai marginale il ruolo dei giochi fisici nel proprio futuro, secondo quanto dichiarato dal CEO Ryan Cohen, che ha definito irrilevante l’impatto della progressiva scomparsa di dischi e cartucce sul modello di business dell’azienda. La posizione del dirigente si basa sul peso sempre più ridotto delle vendite di software rispetto alle altre attività, con i giochi fisici che non rappresenterebbero più un elemento centrale per la strategia della società. Secondo le informazioni riportate, GameStop ricava ormai soltanto il 18% dalla vendita di software, mentre il settore dei collezionabili ha assunto un ruolo molto più importante nelle entrate.

Il peso dei giochi fisici nel nuovo modello GameStop

La fine del mercato delle copie fisiche dei videogiochi non viene quindi indicata da Ryan Cohen come una minaccia per GameStop, perché il business dell’azienda si è spostato verso categorie differenti. Il CEO ha spiegato che la scomparsa dei supporti tradizionali, come dischi e cartucce, non avrebbe conseguenze rilevanti proprio perché il software rappresenta ormai una parte limitata delle attività complessive. Nel quadro descritto, la vendita di videogiochi fisici ha perso centralità rispetto ad altri segmenti, mentre i collezionabili costituiscono oltre metà delle entrate dell’azienda.

La discussione sul futuro dei giochi fisici arriva in un momento in cui il settore sta affrontando un cambiamento legato alla distribuzione digitale. L’abbandono dei supporti tradizionali viene considerato un passaggio capace di modificare il rapporto tra giocatori, piattaforme e prodotti acquistati. Per GameStop, però, questo cambiamento non viene visto come un ostacolo diretto, perché la società non dipenderebbe più principalmente dalla vendita di copie fisiche dei videogiochi. La valutazione espressa dal CEO collega quindi la riduzione dei dischi al nuovo equilibrio interno delle attività dell’azienda.

Il confronto sul futuro dei videogiochi senza supporti fisici

Il tema dei giochi fisici è tornato al centro dell’attenzione anche dopo la posizione di GOG, che ha scelto di evidenziare la possibilità di conservare gli installer offline dei giochi acquistati sulla propria piattaforma. Nel messaggio ufficiale pubblicato il 14 luglio, GOG ha suggerito agli utenti di recuperare dalla propria libreria l’installer offline e conservarne una copia personale, così da poter reinstallare il gioco senza richiedere l’autorizzazione al negozio. La piattaforma PC ha utilizzato questa possibilità anche in relazione al piano di Sony Interactive Entertainment di interrompere da gennaio 2028 la produzione di dischi per i nuovi giochi PlayStation.

La scelta di puntare sempre più sul digitale apre anche una discussione sulla conservazione dei videogiochi e sulla disponibilità dei prodotti nel tempo. Secondo le informazioni fornite, l’abbandono dei supporti fisici da parte di Sony potrebbe avere conseguenze più ampie della semplice scomparsa dei dischi dagli scaffali, perché riguarda anche il modo in cui gli utenti accedono ai titoli acquistati. Il tema riguarda in particolare la reale proprietà dei prodotti digitali e la possibilità di mantenere disponibili i videogiochi senza dipendere esclusivamente dai servizi online.

L’accesso ai giochi digitali nei Paesi senza PlayStation Store

Un ulteriore elemento riguarda la disponibilità dei servizi digitali nei diversi mercati. L’eventuale passaggio a un ecosistema PlayStation privo di supporti fisici rischierebbe di creare problemi soprattutto nei Paesi dove il PlayStation Store non è ufficialmente disponibile. In queste aree, la mancanza dei dischi potrebbe rendere più difficile l’accesso ai videogiochi per milioni di utenti, secondo quanto riportato nelle informazioni disponibili.

Il dibattito sulla scomparsa dei giochi fisici coinvolge quindi aspetti diversi: da una parte aziende come GameStop che hanno ridotto il peso del software all’interno delle proprie entrate, dall’altra piattaforme che stanno valutando un futuro sempre più digitale. La posizione di Ryan Cohen evidenzia come per GameStop il cambiamento del mercato non coincida necessariamente con una perdita di rilevanza dell’azienda, mentre il confronto tra supporti fisici e distribuzione digitale resta legato anche alla conservazione e all’accessibilità dei videogiochi.

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