Rozzano, la notte del terrore: coltellata per un 70enne, fermato un 21enne dopo il tentativo di suicidio
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Redazione Interno
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Nella grigia periferia milanese, dove i palazzi popolari disegnano orizzonti anonimi, si è consumata una tragedia che ha spezzato due esistenze già segnate, unendole in un destino di violenza e disperazione. La notte tra giovedì 15 e venerdì 16 gennaio, in un appartamento di via delle Peonie a Rozzano, il silenzio è stato lacerato da urla e da un gesto estremo: un giovane, affacciatosi da un balcone al quarto piano, minacciava infatti di porre fine alla propria vita, scagliando nel vuoto oggetti domestici mentre i vicini, svegliati dal tumulto, chiamavano angosciati i soccorsi. Sull’episodio, in un primo momento apparentemente riconducibile a una crisi personale, gravava però un’ombra ben più cupa, che i militari dell’Arma, giunti sul posto insieme ai vigili del fuoco, avrebbero scoperto solo dopo aver placato la furia autodistruttiva del ragazzo.
Il salvataggio e la macabra scoperta
I pompieri, con la consueta perizia in simili frangenti, sono riusciti a bloccare il 21enne, di origini marocchine e noto alle forze dell’ordine per precedenti legati allo spaccio di sostanze stupefacenti, impedendogli di compiere il folle gesto. Quel intervento, cruciale per salvargli la vita, ha però aperto la porta a una verità agghiacciante, celata tra le mura dell’abitazione. Mentre gli agenti cercavano di ricostruire la dinamica della crisi, il loro sguardo, addestrato a cogliere il particolare che stona, ha individuato tracce sospette e, seguendole, ha portato alla luce il esanime di un uomo di 70 anni, D. L., nascosto sotto un mobile. L’anziano, italiano, residente nello stesso stabile, presentava un profondo e letale taglio alla gola, inflitto presumibilmente con un arnese da taglio.
La ricostruzione dell’accaduto
Da quanto è emerso dalle prime indagini coordinate dalla procura, i due uomini si conoscevano e l’omicidio sarebbe scaturito dal culmine di un violento diverbio, divampato forse per motivi ancora da chiarire compiutamente. La lite, degenerata in aggressione mortale, ha preceduto la fase di sconforto e panico che ha spinto il più giovane verso il balcone, in una concatenazione di eventi dove il delitto e il tentato suicidio appaiono due facce della stessa medaglia. Il ragazzo, dopo essere stato tratto in salvo, è stato quindi formalmente fermato con l’ipotesi di reato di omicidio volontario e trasportato in ospedale per gli inevitabili accertamenti medico-psichiatrici, mentre la scientifica setacciava l’appartamento per raccogliere ogni elemento utile.
Le indagini in corso
Gli investigatori, concentrati sulla scena del crimine nel quartiere noto come Aler dei fiori, stanno ora lavorando per definire con precisione la sequenza degli eventi e il movente che ha portato a un epilogo così efferato. L’attenzione si è focalizzata sulle relazioni tra i due, sul contesto in cui vivevano e su ciò che può avere innescato una reazione tanto violenta, esaminando anche la possibilità che il litigio fosse solo l’ultimo atto di una tensione protratta nel tempo. Il cadavere della vittima, nel frattempo, è stato sottoposto ad autopsia per confermare le cause del decesso e per cercare eventuali altre lesioni, mentre il fermato attende di essere interrogato, una volta che le sue condizioni psico-fisiche lo consentiranno, per dare la sua versione dei fatti.




