Femminicidio a Poggiridenti, marito confessa l’omicidio della moglie dopo un controllo a Lecco

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nella tarda serata di ieri, venerdì 1 agosto 2025, i Carabinieri della Compagnia di Sondrio hanno scoperto il corpo senza vita di Emilia Nobili, 75 anni, insegnante in pensione, all’interno della sua abitazione a Poggiridenti. Le prime indagini, supportate dalle dichiarazioni spontanee del marito, hanno lasciato pochi dubbi sulla dinamica: la donna è stata uccisa a coltellate, in quello che si configura come l’ennesimo femminicidio in un Paese dove la violenza domestica continua a mietere vittime.

L’uomo, R.M., 65enne di origini marocchine, è stato fermato poche ore dopo nella vicina Lecco, durante un controllo di routine da parte della Radiomobile. Mentre i militari procedevano alla verifica dei documenti, l’uomo – senza alcuna pressione – ha confessato il delitto, fornendo dettagli precisi sul luogo del ritrovamento e sull’arma del crimine, un coltello poi recuperato insieme agli indumenti indossati durante l’omicidio. «Ho ucciso mia moglie», avrebbe dichiarato, senza mostrare segni di pentimento.

Quella che si è consumata tra le mura domestiche di Poggiridenti, piccolo comune in provincia di Sondrio, è una tragedia annunciata solo a posteriori, come spesso accade in casi simili. Non risultano, almeno al momento, precedenti denunce per maltrattamenti o segnalazioni di situazioni a rischio, ma le indagini – coordinate dalla Procura – potrebbero far emergere dinamiche pregresse. L’ipotesi più probabile, al netto di ulteriori sviluppi, è che il movente affondi le radici in un conflitto familiare degenerato in modo irreparabile.

Intanto, il corpo della vittima è stato trasferito all’Istituto di Medicina Legale per l’autopsia, che accerterà l’esatto quadro lesivo e l’ora del decesso. Quanto all’omicida, dopo il fermo è stato condotto in caserma per la formalizzazione dell’arresto, in attesa di comparire davanti al giudice per l’udienza di convalida. La legge, in questi casi, non prevede sconti: l’aggravante del femminicidio, introdotta nel 2013, rende quasi certo un ergastolo, a meno che non vengano riconosciute circostanze attenuanti.

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