L'Italia del calcio sull'orlo del baratro, Spalletti in bilico dopo il ko in Norvegia

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Redazione Sport Redazione Sport   -   "Non andare nuovamente al Mondiale sarebbe una tragedia per il calcio italiano". Giocondo Martorelli, operatore di mercato interpellato da "TMW", non usa giri di parole per descrivere il disastro azzurro a Oslo, dove la Norvegia ha travolto l’Italia con un netto 3-0 nella prima gara di qualificazione ai Mondiali 2026. "Mi è sembrato di vedere la continuazione di Paris Saint Germain-Inter", aggiunge, sottolineando come il primo timido tentativo verso la porta avversaria sia arrivato solo al 92’, quasi un’ammissione di impotenza.

Quella che doveva essere una partita alla portata, complice un sorteggio inizialmente considerato favorevole, si è trasformata in un monologo scandito dai padroni di casa. I numeri, del resto, parlano da soli: la Norvegia viaggia a 9 punti e +10 di differenza reti, mentre l’Italia – pur con due gare in meno – è ferma a zero, con un preoccupante -3. Un abisso, che riaccende lo spettro del terzo Mondiale consecutivo saltato dopo i fallimenti del 2018 e del 2022.

Sul banco degli imputati finisce inevitabilmente Luciano Spalletti, il cui futuro sulla panchina azzurra appare sempre più in bilico. "Difendo questi uomini, e se le cose non vanno la responsabilità è mia", ha dichiarato il ct, consapevole che la sconfitta di Oslo potrebbe segnare un punto di non ritorno. Già dopo il flop di Berlino contro la Svizzera, le critiche non si erano risparmiate, ma ora la situazione è diventata insostenibile. I social, specchio di un tifo sempre meno paziente, reclamano a gran voce l’arrivo di Claudio Ranieri, indicato da molti come l’unico in grado di risollevare le sorti di una squadra allo sbando.

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