L'escalation in Medio Oriente e il caos voli: Abu Dhabi pagherà vitto e alloggio ai turisti bloccati

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La rapida e violenta escalation che ha visto contrapposti, negli ultimi giorni, Stati Uniti e Israele da un lato e l'Iran dall'altro, con il conseguente attacco congiunto sul suolo persiano, ha gettato nel caos più completo il traffico aereo su una delle regioni più nevralgiche per i collegamenti intercontinentali. La chiusura immediata di numerosi spazi aerei, misura precauzionale ma inevitabile presa da una dozzina di paesi per evitare rischi di abbattimenti, e gli attacchi che hanno preso di mira anche alcune infrastrutture aeroportuali, seppur con danni limitati, hanno costretto i vettori di tutto il mondo a cancellare centinaia e centinaia di voli. Il bilancio, secondo le prime stime delle autorità aeronautiche, parla della piú grave interruzione del trasporto aereo dai tempi della pandemia, con oltre un milione di passeggeri rimasti a terra e più di cinquemila partenze annullate nell’arco del primo fine settimana di crisi. Tra gli scali piú colpiti, ovviamente, figurano i grandi hub degli Emirati Arabi Uniti, con Dubai e Abu Dhabi trasformati in enormi sale d'attesa per migliaia di viaggiatori in transito, in partenza o in arrivo, impossibilitati a proseguire il loro viaggio e spesso con il visto in scadenza.

Una misura senza precedenti per i turisti in difficoltà

Di fronte a un'emergenza umanitaria e logistica di tali proporzioni, che rischiava di tradursi in un incubo fatto di spese extra e disperazione per decine di migliaia di persone, il governo di Abu Dhabi ha reagito con una decisione tanto netta quanto inedita. Il Dipartimento della Cultura e del Turismo (DCT Abu Dhabi), con una direttiva emanata nella giornata di sabato e indirizzata a tutti gli hotel dell'emirato, ha disposto che i costi di vitto e alloggio per i turisti bloccati sarebbero stati interamente a carico dell'erario. Nella pratica, l'ordine alle strutture ricettive è stato chiaro e categorico: prolungare gratuitamente la permanenza di tutti quegli ospiti che, per cause di forza maggiore legate alla cancellazione dei voli, non fossero in grado di lasciare il paese, provvedendo inoltre a garantir loro i pasti e ribaltando poi l'intera spesa direttamente sul dipartimento governativo. Una mossa che ha spiazzato positivamente i viaggiatori, i quali, come documentato da diversi video e post sui social, hanno potuto assistere al rinnovo automatico delle prenotazioni senza dover esborsare un solo dirham aggiuntivo, limitandosi a esibire la comunicazione della compagnia aerea relativa alla soppressione del volo.

Duemila italiani in attesa e la macchina della solidarietà

La misura, estesa di fatto anche a Dubai dove le autorità locali hanno impartito disposizioni analoghe agli albergatori, ha offerto un salvagente fondamentale per le circa ventimila persone, secondo fonti ufficiali, rimaste in trappola negli Emirati. Una boccata d'ossigeno che riguarda da vicino anche i connazionali presenti nell'area. Sebbene la Farnesina stia monitorando costantemente la situazione, i dati parlano di una presenza italiana diffusa in tutto il Medio Oriente e, tra questi, molti sono proprio i turisti e i viaggiatori d'affari bloccati negli scali emiratini o nelle loro camere d'albergo. Per loro, l'annuncio del governo locale ha rappresentato la fine dell'incertezza economica legata al pernottamento forzato. Le compagnie aeree, dal canto loro, come Emirates, Etihad, Wizz Air e le stesse ITA Airways e Lufthansa, stanno riproteggendo i passeggeri sulle prime tratte disponibili non appena gli spazi aerei verranno riaperti, ma i tempi di ripristino di una piena normalità operativa, complice anche la necessità di rispettare i riposi degli equipaggi, si preannunciano comunque lunghi e complessi.

L'impatto sull'industria dei viaggi e le reazioni dei passeggeri

Mentre le Borse europee registravano il colpo, con i titoli del lusso e del turismo in forte affanno a causa del balzo del prezzo del petrolio e dell'instabilità generale, la macchina dei soccorsi ai viaggiatori si metteva in moto anche grazie alla generosità dell'operatore pubblico. Associazioni di categoria come Assoviaggi Confesercenti avevano inizialmente stimato in circa 3500 le prenotazioni a rischio solo per il mese in corso, un numero destinato a salire vertiginosamente con il prolungarsi della crisi. La decisione del governo di Abu Dhabi, tuttavia, ha almeno scongiurato il profilarsi di una seconda emergenza fatta di persone senza un tetto o costrette a indebitarsi per pagare prolungamenti di soggiorno non previsti. L’iniziativa è stata accolta con sorpresa e gratitudine dalla comunità internazionale dei viaggiatori, molti dei quali, sui social network, hanno condiviso la propria esperienza, raccontando di come, nonostante i disagi e la preoccupazione per il conflitto in corso, abbiano potuto contare su un trattamento che molti hanno definito esemplare per umanità e pragmatismo.

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