Vlahovic firma per il Besiktas e il filo nero che unisce Partizan, Juve e Turchia
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Redazione Sport
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Dusan Vlahovic è ufficialmente un nuovo giocatore del Besiktas. Dopo una lunga attesa che ha tenuto con il fiato sospeso i tifosi e gli addetti ai lavori, l'attaccante serbo ha messo la firma sul contratto che lo legherà al club turco per le prossime tre stagioni, fino al giugno del 2029. Svincolatosi dalla Juventus lo scorso 30 giugno, Vlahovic ha scelto la destinazione turca, dando così una svolta decisa alla propria carriera e lasciandosi alle spalle un capitolo italiano durato otto anni, tra le esperienze alla Fiorentina e alla Juventus.
L'accoglienza da star a Istanbul e i dettagli dell'accordo
Le immagini del suo arrivo a Istanbul raccontano di un entusiasmo palpabile e di un'accoglienza che pochi calciatori possono sperare di ricevere. Migliaia di sostenitori del Besiktas si sono radunati all'aeroporto per dare il bentornato al nuovo centravanti, tra cori, fumogeni e un tripudio di bandiere a strisce bianconere, quelle stesse che Vlahovic conosce così bene. Il giocatore, visibilmente colpito dal calore dei tifosi, si è lasciato trascinare dall'atmosfera festosa, scatenando ulteriormente l'entusiasmo della piazza.
Dal punto di vista contrattuale, l'affare è stato chiuso in tempi rapidi: Vlahovic ha firmato un accordo triennale che gli garantirà un ingaggio da 10 milioni di euro netti a stagione, un'offerta economicamente molto importante che ha pesato nella sua decisione finale. La presenza in panchina di un allenatore come Vincenzo Italiano, che lo aveva già guidato ai tempi della Fiorentina durante il periodo della sua definitiva esplosione, è stata un ulteriore elemento determinante per convincere il serbo ad abbracciare il progetto del club di Istanbul.
Il filo conduttore del bianconero: le parole che fanno rumore
Proprio al termine delle procedure che hanno sancito il suo passaggio al Besiktas, il giocatore ha rilasciato le sue prime dichiarazioni da nuovo acquisto, parole che portano con sé un'eco particolare e che inevitabilmente hanno suscitato più di una reazione tra i tifosi juventini. Vlahovic, nel suo intervento, ha voluto sottolineare un legame che va oltre le singole maglie indossate, un filo conduttore che ha accompagnato la sua intera vita.
Ha dichiarato di amare i colori bianco e nero, quelli che lo hanno accompagnato fin dall'infanzia, quando era un tifoso del Partizan Belgrado e che lo sono stati durante l'avventura alla Juventus.
Questa sorta di dichiarazione d'amore per le tinte bianconere, da parte di un giocatore che ha appena scelto di cominciare una nuova avventura in Turchia, ha l'effetto di una beffa per molti sostenitori della Vecchia Signora, soprattutto se letta in parallelo con la recente decisione del club di voltare pagina, e potrebbe suonare come un pungolo, un richiamo a quanto la storia tra Vlahovic e la Juve, pur essendosi conclusa, abbia lasciato il segno.
Un addio e un nuovo inizio: la carriera di Vlahovic
Per Vlahovic, classe 2000, si apre dunque un nuovo capitolo professionale dopo l'esperienza alla Juventus, durata quattro stagioni e mezza e caratterizzata da 168 presenze e 68 reti, con una Coppa Italia in bacheca a impreziosire il percorso. Dopo l'addio ai bianconeri, l'attaccante serbo si è ritrovato a dover valutare diverse opzioni per il proprio futuro, restando a lungo svincolato; il club turco è stato però il più insistente e concreto nel corteggiarlo, riuscendo a portare a casa il giocatore.
Il legame con l'allenatore Vincenzo Italiano è un altro tassello fondamentale di questa operazione: i due si erano già conosciuti e stimati a Firenze, dove il tecnico aveva saputo valorizzare al meglio le caratteristiche del centravanti, trasformandolo in un bomber prolifico. Con questo trasferimento, Vlahovic approda in una piazza calda e ambiziosa come quella di Istanbul, pronta a contendersi il primato del campionato turco e a tornare protagonista anche in Europa, ripartendo da quelle maglie a strisce verticali che, a suo dire, non hanno mai smesso di essere le sue.
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