L’Under 21 sperimentale di Nunziata batte l’Albania: a Fontanafredda decide Calvani

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Redazione Sport Redazione Sport   -   In un’estate che ha già regalato soddisfazioni al vivaio azzurro – dall’Europeo U17 conquistato ai calci di rigore contro il Belgio fino ai test della Nazionale maggiore – anche l’Under 21, seppur in una versione profondamente rimaneggiata, ha chiuso la stagione con un successo. Allo stadio ‘Omero Tognon’ di Fontanafredda, in provincia di Pordenone, la selezione guidata ad interim da Carmine Nunziata ha piegato l’Albania con il punteggio di 1-0; una vittoria di misura, certo, ma costruita nella ripresa da un gruppo che aveva letteralmente nove debuttanti nell’undici titolare.

La formazione e il contesto

L’assenza del ct titolare Silvio Baldini, promosso temporaneamente sulla panchina della Nazionale maggiore per gli impegni di giugno, ha imposto una soluzione di continuità. Nunziata, che solitamente segue l’Under 20, ha pescato a piene mani dai suoi serbatoi usuali, schierando un modulo 4-3-3 o 4-3-2-1 (a seconda delle fonti) che aveva in Zeroli, Rispoli e Vavassori i perni del centrocampo. Davanti, il tridente formato da Rao, Lavelli e lo stesso Vavassori – con quest’ultimo spesso spostato sulla trequarti – cercava di fare densità.

Erano solo cinque, in realtà, i convocati che vantavano già presenze in Under 21; gli altri, molti dei quali reduci da esperienze in Serie B o dalla recente promozione in A con i rispettivi club (come il difensore del Frosinone Calvani, di proprietà del Genoa), dovevano dimostrare di essere all’altezza.

Un primo tempo contratto e un'albania propositiva

La cronaca della prima frazione, lo si legge nei resoconti, racconta di un’Italia apparsa inizialmente frenata. L’aggressività degli ospiti, guidati dal ct Bushi, ha messo in difficoltà una difesa azzurra che faticava a impostare: al 19’ Toma ha sfiorato il vantaggio con un colpo di testa che si è perso sul fondo, mentre Perndreca e Shehu hanno più volte testato la reattività di Torriani.

L’Italia, pur arrancando nei primi venti minuti, ha retto l’urto senza subire gol; Amey e Stabile hanno provato a farsi vedere su palla inattiva, ma i loro tentativi sono finiti tra le braccia del portiere albanese Simoni o debolmente fuori misura. A spezzare il ritmo della gara, al 22’, l’infortunio di Fikaj che ha costretto l’Albania al primo cambio.

La svolta di Nunziata e il guizzo di Calvani

All’intervallo, Nunziata ha operato una vera e propria rivoluzione: sei cambi in una sola soluzione. Dentro Mascardi (tra i pali), Bakouné, Guarino, Moruzzi, Alesi e Ciammaglichella, al posto rispettivamente di Torriani, Amey, Stabile, Cama, Zeroli e Mannini. L’effetto è stato immediato. L’Italia ha alzato i giri del motore, schiacciando l’Albania nella propria metà campo. Al 48’ Alesi ha provato la conclusione dal limite (palla alta), ma era solo l’antipasto.

Il gol-partita è arrivato al 63’: l’azione nasce da un’imbucata di Moruzzi per Alesi; l’esterno del Catanzaro controlla, salta un avversario con un rapido stop al volo e mette al centro un rasoterra perfetto sul quale piomba il capitano Calvani, appostato sul secondo palo. Per il classe 2004 è la rete della sicurezza, spinta in rete a porta praticamente sguarnita.

La gestione del finale

Dopo il vantaggio, la musica non è cambiata. Anzi, l’Italia ha avuto le occasioni migliori per chiuderla: al 71’ Rao ha sfiorato il raddoppio di testa su cross di Bakouné, mentre qualche minuto dopo Moruzzi ha impegnato il portiere albanese con un mancino dalla distanza. Dall’altra parte, nonostante l’Albania inserisse forze fresche come Asani e Maksuti, le recriminazioni si sono limitate a qualche fallo ruvido – Perndreca e Brruti sono finiti sul taccuino dell’arbitro – senza mai impensierire veramente Mascardi.

Con questo risultato, Nunziata chiude dunque la sua parentesi da traghettatore con una vittoria, lasciando a Baldini – che tornerà in panchina per le qualificazioni europee a ottobre contro Armenia e Polonia – un gruppo di giovani che, nei fatti, ha dimostrato di saper rispondere presente anche quando i titolari saltano il turno.

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