Mascella rotta per Paul, il match-spettacolo finisce tra le polemiche
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Redazione Sport
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La notte di Miami ha regalato un epilogo brutale, ma non inaspettato, al match d'esibizione che ha visto fronteggiarsi l'ex campione del mondo Anthony Joshua e lo youtuber pugile Jake Paul. Quest'ultimo, al termine di un incontro dominato dal britannico e conclusosi con un knockout alla sesta ripresa, ha dichiarato subito dopo il match di essersi "sicuramente" fratturato la mascella, prognosi poi confermata dal successivo ricovero in ospedale. La potenza del gancio destro decisivo di Joshua, un pugno che ha chiuso la serata in modo netto, ha posto fine a quella che gran parte della stampa internazionale aveva già bollato come una performance "mediocre" e, in alcuni suoi momenti, perfino "una farsa".
Un incontro sotto scrutinio fin dal primo gong
Le polemiche, del resto, non sono esplose soltanto a seguito del verdetto sul ring del Kaseya Center, palcoscenico che di norma ospita le gesta degli Heat in Nba. L'evento, organizzato e trasmesso in streaming da una piattaforma globale come Netflix, era stato accompagnato da fortissime perplessità già nei giorni che ne avevano preceduto lo svolgimento, con molti che si interrogavano sul senso stesso di un confronto tra un atleta di altissimo livello e una figura nata nel mondo dei social media. L'andamento dell'incontro, d'altronde, non è riuscito a silenziare quei dubbi, anzi: l'arbitro, sul finire del quarto round, ha dovuto richiamare duramente entrambi i contendenti, in un clima che poco aveva a che fare con la massima concentrazione agonistica.
Il dominio tecnico di un campione olimpico
Dall'altra parte, Anthony Joshua ha semplicemente fatto il suo mestiere, dimostrando una superiorità tecnica abissale che ha reso il match sostanzialmente a senso unico. Il britannico, che a Londra 2012 conquistò l'oro olimpico in una finale dei pesi supermassimi più che discussa contro l'italiano Roberto Cammarelle, ha gestito le distanze e i tempi con la freddezza di chi quegli spazi li conosce profondamente. Nonostante gli ultimi anni non esenti da difficoltà nella sua carriera professionistica, Joshua ha imposto la sua fisicità e la sua esperienza, controllando ogni fase dello scontro fino al momento del colpo risolutivo, un destro preciso e carico di cattive intenzioni che ha lasciato Paul senza via di scampo.
Il dopo match tra ospedale e riflessioni
La scena dello youtuber sconfitto che, con la mascella compromessa, lascia il ring diretto verso le cure mediche ha così concluso un capitolo che, come spesso accade in questi eventi ibridi, mescola sport e spettacolo in dosi difficili da digerire per i puristi. La sconfitta di Paul, che si è reinventato pugile ottenendo visibilità planetaria, assume i contorni di una lezione dolorosa ma inflitta senza pietà da chi quel mestiere lo pratica da una vita. Il risultato, in fondo, era nell'aria, ma la concretezza di un infortunio serio e il rumore delle polemiche che hanno circondato l'intera operazione restituiscono un quadro complesso, dove la ricerca del clamore mediatico deve fare i conti con la fisica implacabile di un ring e dei suoi pericoli.




