Nexi, il fondo Tpg offre un miliardo per il digital banking

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il titolo di Nexi, dopo aver conosciuto un'impennata in Borsa favorita dalle indiscrezioni che circolavano da mesi, ha successivamente ripiegato sui listini non appena la società italiana dei pagamenti ha confermato ufficialmente, ieri, di aver ricevuto dal fondo americano Tpg «un'offerta soggetta a diverse condizioni per l'acquisto di asset facenti parte della business unit Digital Banking Solutions». La società, la quale ha precisato che «il consiglio si è riservato ogni valutazione in merito», ha dunque registrato una volatilità che riflette le attese degli investitori per un'operazione il cui valore, stando a quanto trapelato, si aggirerebbe intorno al miliardo di euro. L'offerta vincolante, che sarebbe valida fino a metà dicembre, rappresenta un capitolo significativo nella strategia del gruppo, il quale non ha mai nascosto di considerare cedibili, al prezzo e alle condizioni giuste, gli asset infrastrutturali di quella che è la terza divisione per importanza all'interno del suo perimetro.

Il percorso negoziale e gli ostacoli regolatori

La trattativa, che procede da tempo tra avanzate e pause, vede ora sul tavolo una proposta concreta per l'acquisizione di gran parte della piattaforma di soluzioni bancarie digitali. L'iter, tuttavia, non è privo di complessità, poiché una vendita a un operatore estero – quale è appunto il fondo Tpg – potrebbe non rivelarsi agevole e dovrebbe ottenere il via libera in sede di golden power, a meno che un player italiano non venga coinvolto a sua volta nell'operazione. Già un anno e mezzo fa, non a caso, erano circolate voci circa un possibile coinvolgimento di Cdp, già azionista di Nexi, proprio nell'affare legato al digital banking, un dettaglio che aggiunge un ulteriore strato di possibile articolazione alla vicenda.

La posta in gioco strategica per Nexi

La divisione Digital Banking Solutions, il cui destino è ora al centro dell'attenzione del consiglio di amministrazione, costituisce un asset di rilievo nell'architettura del gruppo. La sua potenziale cessione, sebbene valutata strategicamente non essenziale, implicherebbe una rimodulazione delle attività core di Nexi, la quale sta evidentemente soppesando l'opportunità di monetizzare un ramo d'azianda considerato, in prospettiva, non fondamentale per il suo business principale nei pagamenti. Si tratta di una scelta che, se portata a compimento, libererebbe ingenti risorse finanziarie, le quali potrebbero essere destinate a nuovi investimenti o al consolidamento di altre aree operative.

Le dinamiche di mercato e gli sviluppi attesi

L'interesse manifestato da un fondo private equity di calibro internazionale come Tpg testimonia il valore attribuito a queste piattaforme tecnologiche nel settore finanziario. L'evolversi della trattativa, che ora entra in una fase delicata e più strettamente confidenziale, sarà seguito con grande attenzione dal mercato, il quale ha già mostrato di scontare in parte le aspettative positive con il recente movimento del titolo. La decisione finale spetta ora agli amministratori di Nexi, chiamati a valutare non solo l'aspetto puramente finanziario dell'offerta, ma anche le sue ricadute industriali e il quadro normativo entro il quale l'eventuale dismissione dovrebbe realizzarsi.

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