La vittoria del Lecce a Cagliari firmata Gandelman e Ramadani, e l’errore decisivo di Caprile che riapre i discorsi in coda alla classifica

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La venticinquesima giornata di Serie A, un turno destinato a prolungarsi fino a mercoledì con la disputa di Milan-Como, ha regalato al suo penultimo atto un verdetto pesantissimo per la lotta salvezza. All’Unipol Domus di Cagliari, arbitrato dal signor Ermanno Feliciani della sezione di Teramo, il Lecce ha imposto la propria legge con un netto 0-2, operaio e concreto, che rimette in discussione gli equilibri nella parte più bassa e tormentata della graduatoria. La squadra di Eusebio Di Francesco, alla ricerca di una risposta immediata dopo il successo della Fiorentina sul Como, trova una vittoria che vale doppio, non solo per i tre punti in sé, ma per il significato intrinseco di una prestazione matura e cinica. I salentini, reduci da un'altra affermazione, scavano un solco di tre lunghezze proprio rispetto alla viola, risucchiata nuovamente in zona retrocessione, e agganciano a quota ventiquattro Genoa e Cremonese in una bagarre che si fa sempre più appassionante e densa di tensione.

Per lunghi tratti della prima frazione, la gara viaggia su binari di sostanziale equilibrio e studio reciproco, con le due formazioni che faticano a trovare varchi efficaci in fase offensiva. Il Cagliari, affidato alla guida di Pisacane, prova a fare la partita e costruisce qualche potenziale occasione: Pavoletti, undicesimo minuto, non inquadra lo specchio su angolo di Esposito, mentre Zappa, poco prima dell'intervallo, prima spara fuori da buona posizione e poi, sugli sviluppi di un cross, vede la sua conclusione respinta in angolo. Dall'altra parte, il Lecce risponde con le iniziative di Cheddira, il cui tiro al ventitreesimo minuto non impensierisce Caprile, e con una doppia chance per Gandelman e Pierotti, murati dalla difesa di casa. La ripresa, però, si apre con un copione radicalmente diverso, segnato da una maggiore intensità e dalla precisione chirurgica degli ospiti.

È al diciannovesimo minuto del secondo tempo che lo schieramento salentino sblocca il risultato, sfruttando una delle sue armi migliori, ovvero i calci piazzati. Sottil, dalla trequarti, disegna una traiettoria insidiosa e precisa per la testa di Omri Gandelman, israeliano al secondo centro consecutivo con la nuova maglia. Il centrocampista, lasciato inspiegabilmente solo, svetta e batte Caprile da pochi passi, in un'azione in cui la difesa sarda appare statica e il portiere ex Napoli, forse tradito dalla visuale o da un'attimo di esitazione, non riesce a opporsi in maniera decisiva. Un vantaggio che taglia le gambe ai rossoblù, costretti ora a scoprirsi e a concedere spazi. Al trentunesimo, puntuale, arriva il raddoppio che chiude i giochi: ancora da un calcio di punizione di Sottil nasce una mischia in area, Coulibaly vince un contrasto vitale con Sulemana e serve Ylber Ramadani, il quale, con un destro chirurgico e angolato dal limite, infila nuovamente Caprile sul suo palo di competenza. Un tiro potente e preciso, questo dell'albanese, ma sul quale l'estremo difensore appare quantomeno colpevole per la reazione tardiva, lasciando che la sfera gli passi sotto il.

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