Elon Musk lascia il Doge, Trump lo difende: "Patriota, ma è giusto che se ne vada"
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Redazione Economia
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Donald Trump, intervenuto in un’intervista rilasciata nei giorni scorsi, ha espresso parole di elogio per Elon Musk, definendolo «un genio e un patriota» pur riconoscendo la necessità del suo disimpegno dal Dipartimento dell’Efficienza governativa (Doge). «Ha salvato il Paese, ma ora deve tornare a ciò che sa fare meglio», ha dichiarato l’ex presidente, riferendosi alla decisione del magnate di ridurre il proprio coinvolgimento nell’amministrazione pubblica per concentrarsi nuovamente sulle sue aziende.
La fase critica attraversata da Tesla, del resto, sembra aver reso inevitabile questa scelta. I conti del primo trimestre del 2025 hanno confermato un crollo verticale: l’utile netto si è attestato a 409 milioni di dollari, segnando un -71% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Le entrate totali, pari a 19,3 miliardi di dollari, sono diminuite del 9%, con il settore automobilistico – cuore dell’impero Musk – in picchiata del 20%. Nonostante ciò, il solo annuncio del suo ritorno operativo ha rianimato i mercati, dimostrando quanto il suo nome continui a influenzare gli investitori.
La parentesi governativa di Musk, iniziata il 20 gennaio scorso con l’obiettivo di razionalizzare la spesa federale e ridurre gli enti superflui, si è rivelata costosa per il suo patrimonio personale. Secondo le stime più recenti, in soli tre mesi ha visto evaporare circa 140 miliardi di dollari, scendendo da 449 a 310 miliardi. Un contraccolpo che, unito alle difficoltà di Tesla, ha reso insostenibile il doppio ruolo.




