Cambiamenti significativi per FIGC e Serie A con l'approvazione dell'emendamento Mulé
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Redazione Sport
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L'emendamento Mulé, proposto dal deputato di Forza Italia e vice-presidente della Camera, Giorgio Mulé, è stato approvato, portando con sé importanti cambiamenti per la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e la Serie A. Questo emendamento ha evitato possibili sanzioni internazionali.
Modifiche al testo originale
Il testo originale dell'emendamento è stato rivisto, eliminando le parti relative all'autonomia e alla giustizia sportiva. Questo ha portato a una risposta positiva da parte della Lega Serie A.
L'articolo 1-bis dell'emendamento afferma: "Nel rispetto degli statuti delle federazioni di riferimento al fine di garantire una adeguata rappresentanza nei sistemi federali di cui al presente articolo, negli sport a squadre composte da atleti professionisti e con meccanismi di mutualità generale previsti dalla legge, le leghe sportive professionistiche hanno diritto a una rappresentanza equa negli organi direttivi delle federazioni sportive nazionali di riferimento che tenga conto anche del contributo economico apportato al relativo sistema sportivo".
Implicazioni per i debiti dei club
Oltre alla questione della rappresentanza della Lega Serie A e delle leghe all'interno dell'ordinamento della FIGC, l'emendamento Mulé ha anche affrontato la questione dei debiti dei club professionistici. In particolare, il testo approvato dalla Commissione Cultura stabilisce che le disposizioni dell'articolo 48-bis del decreto del Presidente della Repubblica del 29 settembre 1973, n. 600, si applicano ai rapporti economici tra le società di calcio professionistiche regolati e definiti in compensazione tramite le leghe sportive professionistiche di competenza.
Reazioni internazionali
L'emendamento ha suscitato reazioni a livello internazionale. Uefa e Fifa hanno avvertito l'Italia del rischio di perdere l'opportunità di ospitare l'Euro 2032 a causa dell'emendamento. Tuttavia, la versione originale dell'emendamento, che prevedeva la completa autonomia della Lega di serie A in materia di giustizia sportiva e il potere di veto sulle delibere assunte dal consiglio federale, è stata ritirata dal ministro dello sport Abodi e sostituita con un testo modificato.
Inizialmente, si prevedeva che il "decreto Mulé" avrebbe portato a un cambiamento significativo dei poteri all'interno del mondo del calcio italiano, soprattutto in un momento di grande difficoltà per il presidente della FIGC, Gravina. Tuttavia, la versione finale del decreto, che prende il nome dal suo firmatario, il senatore di Forza Italia, Giorgio Mulé, si è rivelata meno rivoluzionaria rispetto alla versione originale. Nonostante ciò, l'approvazione dell'emendamento rappresenta un passo importante per il futuro del calcio italiano.




