Una casa nel Salento per la famiglia nel bosco, l'imprenditore del vino Angelo Maci apre le sue porte
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La vicenda della famiglia che da anni vive in un casale isolato nel bosco, balzata agli onori della cronaca in seguito a un episodio di intossicazione alimentare, continua a sollecitare gesti di solidarietà, i quali, pur nella loro immediatezza, sollevano interrogativi complessi sui confini tra scelte di vita radicali e responsabilità genitoriale. Dopo le prime offerte di accoglienza giunte dalla stessa regione Abruzzo, è ora dal profondo Sud che arriva una nuova proposta, carica di risonanze personali e di una concretezza tutta imprenditoriale. A farsi avanti è Angelo Maci, ottantaduenne fondatore della celebre cooperativa vinicola Due Palme di Cellino San Marco, in provincia di Brindisi, il quale, con un tono pacato ma fermo, ha dichiarato di essere pronto a ospitare il nucleo familiare in una sua villa.
Il richiamo di un'infanzia rurale
"Guardo quei bambini e penso ai miei pronipoti, perché sono bisnonno ormai", ha spiegato Maci, la cui voce tradisce l'accento del Salento. "La loro storia", ha proseguito, "ha permesso alla mente di rispolverare episodi della mia infanzia trascorsa in campagna, con i cavalli di papà". È questo legame, quasi un'eco generazionale, a motivare il suo gesto: una profonda comprensione per un'esistenza condotta a stretto contatto con la natura, lontana dai ritmi consueti, sebbene egli stesso sottolinei il dolore nel pensare "a una famiglia privata dei figli", in riferimento al provvedimento di allontanamento temporaneo disposto dalle autorità per accertare le condizioni dei minori. "So che vuol dire crescere in un contesto contadino", ha affermato, "e se vogliono possono venire qua".
Un coro di offerte oltre il caso di cronaca
La proposta di Maci non è isolata, poiché si inserisce in un mosaico di disponibilità emerso mentre le indagini dei servizi sociali e della magistratura proseguono, valutando con attenzione – e senza alcuna fretta – ogni aspetto di una situazione delicatissima. In precedenza, un imprenditore abruzzese aveva già messo a disposizione un'abitazione, garantendo così una sistemazione nella stessa regione in attesa che il casale di Palmoli, oggetto di sequestro preventivo, possa essere reso pienamente agibile e sicuro secondo le norme. A questo si è aggiunta, con la consueta visibilità, la voce di Al Bano Carrisi, il quale, dalle colonne di un quotidiano nazionale, ha espresso piena sintonia con la scelta di vita della coppia, ricordando di aver compiuto un percorso analogo con la famiglia anni addietro, e manifestando a sua volta la disponibilità ad accogliere i cinque nella sua tenuta di Cellino San Marco.
Il nodo giudiziario e il futuro immediato
Sullo sfondo delle generose offerte, resta il perno centrale della questione: l'iter giudiziario e amministrativo che deciderà delle sorti dei tre bambini. Gli accertamenti, avviati d'ufficio, sono volti a stabilire se le condizioni di vita nel bosco, per quanto liberamente scelte dai genitori, abbiano o meno pregiudicato i diritti fondamentali dei figli a un'istruzione, alle cure mediche e a un ambiente salubre. Un lavoro complesso, quello dei periti e degli assistenti sociali, che procede lontano dai riflettori e che dovrà ponderare una quantità di elementi, dai risultati delle visite pediatriche alle valutazioni psicologiche, senza che le cospicue dimostrazioni di sostegno pubblico possano influenzarne l'esito. La famiglia, per ora, risulta già trasferita nella casa offerta in Abruzzo, in attesa che il quadro legale si definisca.




