Geely valuta l'Italia per un nuovo impianto produttivo in Europa

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il colosso automobilistico cinese Geely sta considerando l'apertura di un grande impianto produttivo in Europa. Durante un incontro a Francoforte, il vicepresidente Li Chuanhai ha annunciato che l'azienda ha già avviato colloqui con il governo polacco, ma non ha ancora preso una decisione definitiva. Questa mossa si inserisce in un contesto di crescente interesse delle case automobilistiche cinesi per il mercato europeo.

I nuovi dazi imposti dalla Commissione europea sull'importazione di auto elettriche dalla Cina stanno spingendo le case orientali a investire in impianti produttivi nel Vecchio continente. Byd, il colosso numero uno globale se si contano auto a batteria e ibride plug-in, ha già siglato un accordo in Ungheria per un impianto attivo dal 2027. Chery, da 21 anni primo esportatore di vetture made in China, ha avviato una joint venture in Spagna simile all'operazione DR in Italia, con auto assemblate e marchiate da Ebro-EV Motors.

La Commissione Europea ha respinto i rimedi proposti da alcuni costruttori cinesi di auto elettriche per compensare i vantaggi conferiti dai sussidi ricevuti dallo Stato, ritenendoli insufficienti. Tuttavia, resta aperta a una soluzione negoziata. Quest'estate, la Commissione ha imposto dazi aggiuntivi, commisurati all'entità dei sussidi pubblici ricevuti da ciascun costruttore, per compensare i vantaggi competitivi conferiti dagli aiuti.

Pechino ha intensificato i negoziati con Bruxelles per ammorbidire i dazi europei all'import di elettriche cinesi. Il ministro del Commercio, Wang Wentao, sbarcherà in Europa la prossima settimana per una visita diplomatica che lo porterà a incontrare Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione europea con delega alle politiche commerciali. Wang intende chiudere la controversia sulle tariffe doganali e portare a conclusione le trattative in corso da tempo.

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