La sindaca Funaro frena su cittadinanza a Francesca Albanese, mentre altri sindaci rivedono le onorificenze
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Redazione Interno
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La proposta di conferire la cittadinanza onoraria di Firenze a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi occupati, ha incontrato un deciso rifiuto da parte della prima cittadina, Sara Funaro. La sindaca, pur riconoscendo pubblicamente il valore del lavoro svolto dall’esperta in seno all’Onu, ha motivato la propria opposizione sostenendo che alcune dichiarazioni della Albanese rischierebbero di alimentare divisioni, piuttosto che favorire l’unità d’intenti attorno alla causa palestinese. “Pur riconoscendo il suo importante lavoro”, ha precisato Funaro, “in più occasioni ha dimostrato di mandare messaggi che portano a dividere più che unire”. Una presa di posizione netta che si colloca al centro di un dibattito politico e istituzionale acceso, il quale travalica i confini amministrativi di Firenze e coinvolge numerose amministrazioni locali in tutta Italia, costrette a riesaminare scelte simili già compiute o in corso di approvazione.
Le parole sulla stampa e il caso de La Stampa
L’origine di questa ondata di ripensamenti va individuata nelle dichiarazioni rese dalla Albanese in seguito all’attacco, avvenuto nei giorni scorsi, alla sede torinese del quotidiano La Stampa. L’esperta delle Nazioni Unite, mentre condannava senza riserve il gesto violento, ha affermato che l’episodio dovrebbe costituire “un monito alla stampa per tornare a fare il proprio lavoro”. Un’espressione, questa, che è stata interpretata da una parte del mondo politico e dell’associazionismo giornalistico come una pericolosa equiparazione tra la violenza criminale e il dovere di informazione, finendo per oscurare la condanna iniziale. La sindaca Funaro, insieme ad altri, ha preso esplicitamente le distanze da tali concetti, ribadendo come non possano esistere “moniti al giornalismo che è libero ed è presidio di democrazia”.
Il tam tam delle retromarce tra i sindaci
Quello che sembrava un percorso lineare verso il conferimento di riconoscimenti simbolici alla relatrice Onu, particolarmente sostenuto durante i mesi estivi da una rete di amministrazioni locali, ha subito una brusca frenata. Il caso più emblematico è forse quello di Napoli, dove il sindaco Gaetano Manfredi, che ricopre anche il ruolo di presidente dell’Anci, ha annunciato la necessità di “una ulteriore valutazione e una riflessione condivisa” sulla cittadinanza onoraria già votata dal Consiglio comunale lo scorso agosto. Una pausa di riflessione che tradisce un imbarazzo diffuso, mentre diversi primi cittadini stanno rivedendo le proprie iniziative alla luce del clima politico mutato e delle polemiche seguite alle dichiarazioni sull’attacco alla stampa.
Le pressioni politiche e la richiesta di Sassari
La questione ha inevitabilmente oltrepassato l’ambito delle valutazioni di merito per divenire terreno di scontro politico. A Sassari, ad esempio, il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Luca Babudieri, ha formalmente chiesto al sindaco di “fare un passo indietro” e di non procedere alla consegna delle Chiavi della Città alla Albanese, già programmata. La richiesta si basa proprio sulle recenti dichiarazioni dell’esperta, considerate inopportune. Questo episodio evidenzia come la vicenda sia divenuta un banco di prova per le diverse sensibilità politiche rispetto al conflitto israelo-palestinese e al ruolo del giornalismo, con l’assegnazione di un riconoscimento locale trasformata in un atto dall’alto valore simbolico nazionale.




