Lautaro e il retroscena sul 2022: “Tre o quattro pensavano più al Mondiale che all’Inter”
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Lautaro Martinez torna a parlare del passato recente dell’Inter e lo fa senza troppi giri di parole. In una lunga intervista concessa ai canali ufficiali della Federcalcio argentina durante l’ultima pausa nazionali, il capitano nerazzurro ha ripercorso il periodo che precedette il Mondiale del 2022 in Qatar, quello disputato in inverno a stagione in corso, e ha lanciato una stoccata tutt’altro che velata ad alcuni ex compagni di squadra.
“In quel periodo c’erano tre o quattro compagni dell’Inter che avevano anche loro dei problemi fisici e pensavano più al Mondiale che al club”, ha raccontato il Toro. Parole pesanti, che a distanza di anni riaprono una ferita mai del tutto rimarginata in casa nerazzurra e che inevitabilmente riportano la mente a chi, in quella stagione, vestiva la maglia dell’Inter e sognava il Qatar.
I sei nerazzurri volati in Qatar e i sospetti su due di loro
Per capire a chi si riferisse Lautaro, basta scorrere la lista dei convocati dell’Inter per quella rassegna iridata: sei giocatori in rappresentanza di cinque nazioni diverse. Oltre allo stesso attaccante argentino, c’erano Romelu Lukaku con il Belgio, André Onana con il Camerun, Marcelo Brozovic con la Croazia, e la coppia olandese formata da Stefan De Vrij e Denzel Dumfries. I riflettori, stando alle ricostruzioni di quei giorni, si erano concentrati soprattutto su Lukaku e Brozovic.
Entrambi erano reduci da problemi muscolari che ne avevano limitato l’impiego nelle settimane immediatamente precedenti la partenza per il Qatar. Il belga, in particolare, aveva saltato diverse gare di campionato e di coppa, mentre il croato aveva collezionato solo scampoli di partita contro Juventus, Bologna e Atalanta. Onana, Dumfries e De Vrij, al contrario, erano stati utilizzati con continuità, un elemento che li avrebbe di fatto esclusi dalle accuse del capitano nerazzurro.
La scelta di Lautaro: giocare nonostante la caviglia
Lautaro, da parte sua, ha rivendicato con orgoglio la propria condotta in quel frangente delicato della stagione. “In quel momento sentivo che non potevo abbandonare la nave, lasciare il club. E quindi ho continuato a giocare”, ha spiegato, sottolineando di essere arrivato al Mondiale con un problema alla caviglia che non gli aveva impedito di scendere in campo con regolarità. “Sono una persona fedele a chi mi apre le porte, a chi mi tratta in maniera incredibile. Sono responsabile nei confronti del mio lavoro, perché lo sento dentro di me”.
Un concetto ribadito con forza, quello della fedeltà alla maglia e al club che lo ha accolto, che suona come una risposta indiretta a chi, secondo la sua ricostruzione, avrebbe anteposto le ambizioni personali con la nazionale agli impegni con l’Inter in un momento cruciale della stagione.
Il ricordo della finale mondiale persa contro la Spagna
Nel corso dell’intervista, Lautaro ha parlato anche della finale del Mondiale 2026 persa dall’Argentina contro la Spagna, una partita che ha visto il capitano nerazzurro partire dalla panchina. “Ho visto giocatori come Otamendi, Romero e Licha Martinez costretti a uscire dal campo dopo aver dato davvero tutto quello che avevano, ma questo discorso vale anche per Messi, Alvarez, per tutti”, ha raccontato. “Alcuni non riuscivano nemmeno a camminare, eppure continuavano a correre e ce la siamo giocata fino all’ultima azione”.
Il riferimento è alle sostituzioni forzate che hanno decimato la retroguardia albiceleste nel corso della finale, con Lisandro Martinez costretto a lasciare il campo nel primo tempo per un problema muscolare e Cristian Romero costretto a seguirlo nella ripresa. Lautaro ha anche respinto con fermezza le teorie complottiste circolate dopo la sconfitta: “Quando si tirano fuori certe teorie, è frustrante; è stato evidente che abbiamo dato il massimo. Semplicemente non è andata come speravamo; gli avversari sono stati più bravi e prima o poi doveva succedere”.
Il gol all’Inghilterra e l’abbraccio con i tifosi
Spazio anche ai ricordi più belli, come il gol segnato in semifinale contro l’Inghilterra, una rete che ha contribuito a riportare l’Argentina in finale. “L’ho rivisto tantissime volte. Ancora oggi continua a capitarmi davanti. Ho i video salvati sul telefono. È un gol che rimarrà nella memoria per tutta la vita”, ha confessato Lautaro. “Forse in quel momento non ero davvero consapevole del gol che avevo segnato, per tutto quello che significava quella partita e per quello che stavano vivendo la gente e la mia famiglia sugli spalti”.
Il capitano nerazzurro ha poi svelato un episodio toccante accaduto al rientro in Italia: “Quando sono tornato in Italia, un’anziana argentina in aeroporto mi ha raccontato che, per la prima volta dopo tanto tempo, era tornata a esultare per un gol dell’Albiceleste. Una sensazione straordinaria”.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
