Allegri: “Il mio futuro? Sto bene qui. Leao fa bene a uscire di casa”. E sul derby: “Inter cavallo difficile da prendere”

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Alla vigilia del derby di Milano, quello che per la cronaca rappresenta il ventottesimo turno del campionato di Serie A, Massimiliano Allegri ha incontrato i giornalisti e le telecamere di DAZN per fare il punto della situazione in casa rossonera. Il tecnico livornese, chiamato a gestire le concitate ore che precedono una stracittadina dal peso specifico notevole – non tanto per l’assegnazione dello Scudetto, ormai saldamente indirizzato verso la sponda nerazzurra di Cristian Chivu, quanto per la necessità di blindare il secondo posto e la conseguente qualificazione alla prossima Champions League – ha toccato diversi temi, spaziando dalle voci di mercato che lo riguardano fino a un singolare consiglio extracalcistico per il suo attaccante portoghese. Con dieci lunghezze di ritardo dall’Inter, Allegri ha usato una metafora tratta dal mondo del Palio per descrivere l’impresa necessaria, paragonando la squadra di Chivu a un cavallo difficile da raggiungere quando mancano pochi metri al traguardo.

“I 57 punti non bastano”: la corsa Champions e il presente da vivere

Seduto in sala stampa, Allegri ha dribblato le domande sul suo contratto – è legato al Milan fino al 2027 – con la consueta filosofia, fatta di presente indicativo e obiettivi concreti. Il suo futuro, ha spiegato, è la partita di domani, ribadendo più volte un concetto: "Io sto bene qui, sono contento e abbiamo iniziato un percorso a luglio". Un'affermazione, questa, che suona come una netta chiusura rispetto alle voci di un possibile addio, anche se il tecnico tiene a precisare che finché l'obiettivo non sarà matematicamente centrato, ogni discorso sul domani è rimandato. E qual è l'obiettivo? La qualificazione alla Champions League, una meta che per Allegri non è affatto scontata nonostante l'attuale secondo posto. "Fondamentale è avere chiaro che 57 punti non sono sufficienti per tornare in Champions", ha scandito, lanciando un monito ai suoi giocatori e all'ambiente. La classifica, per quanto positiva, è ancora corta e le inseguitrici premono. Per questo, al di là della bellezza e del fascino del derby – una partita che il tecnico definisce "speciale, bella da giocare e da vivere" – i tre punti in palio hanno esattamente lo stesso peso di quelli di qualsiasi altra domenica. Il Milan, in altre parole, deve pensare a fare risultato, perché la volata per un posto nella massima competizione europea è ancora lunga e ricca di insidie.

Leao, l’Inter e una metafora ippica: il pensiero di Allegri

Nel corso della sua esposizione, Allegri si è soffermato anche su Rafael Leao, tornato al centro dell'attenzione per alcune dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi e per le sue abitudini, che talvolta finiscono nel mirino dei critici. "Leao fa bene a uscire di casa", ha dichiarato il mister con un tono che mescola ironia e pragmatismo, quasi a voler sdrammatizzare le polemiche nate attorno al comportamento del suo giocatore. "Ha sbagliato a dire che doveva uscire? – si è chiesto retoricamente – No, parlava calcisticamente, vanno accettate le sue parole". Una difesa d'ufficio, quella di Allegri, volta a proteggere il suo talento offensivo da un eccesso di pressione mediatica, in vista di una partita dove la sua velocità potrebbe essere decisiva in ripartenza contro la difesa più forte del campionato. A proposito dell'avversario, il tecnico rossonero non ha lesinato elogi: "L'Inter è una squadra che da sei anni lotta per i primi due posti, ha vinto campionati e giocato finali di Champions. In questo momento è la squadra più forte del campionato". Una consapevolezza, la sua, che non si trasforma però in resa. La metafora scelta per spiegare il divario in classifica è stata suggestiva e calzante: "Prendere l'Inter con dieci lunghezze di vantaggio è come prendere un cavallo difficile a 200 metri dal palio". Un'immagine che rende l'idea della rincorsa in salita per i rossoneri, costretti non solo a vincere ma anche a sperare in una clamorosa flessione della capolista.

Critiche, punti e lo scherzo di Rabiot: l'umanità del tecnico

Nel pre-partita più sentito della stagione, Allegri ha risposto anche a chi gli faceva notare la paradossale situazione delle critiche che riceve, nonostante la sua squadra viaggi con lo stesso punteggio del Napoli scudettato dell'anno precedente. "Le critiche fanno parte del mestiere", ha liquidato la questione il tecnico, aggiungendo un inciso sulla modernità: "Con i social tutti parlano giustamente, e va bene così". Una risposta che denota una certa assuefazione al dibattito pubblico, sempre acceso intorno alla sua figura. Poi, un siparietto leggero ha alleggerito l'atmosfera, quando gli è stato riferito un commento di Adrien Rabiot – suo fedelissimo già ai tempi della Juventus – che lo aveva definito "più esperto". "Non vorrei stare invecchiando", ha scherzato Allegri, mostrando quel lato umano e autoironico che spesso emerge nelle sue conferenze. Al di là delle battute, però, il messaggio ai suoi è chiaro: servono cinque vittorie per certificare il pass in Champions League. Il derby, in questo senso, è solo il primo, fondamentale passo di una lunga volata che deve portare il Milan a tagliare un traguardo che, a inizio anno, era l'unico realmente dichiarato. La partita di domani sera, al di là del prestigio e della rivalità cittadina, va letta in quest'ottica: consolidare il presente per costruire un futuro che, almeno stando alle parole di Allegri, avrà ancora lui in panchina a guidare il gruppo.

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