Elliott verso l'addio, il Milan attende il nuovo corso finanziario

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Redazione Sport Redazione Sport   -   L’avvicinarsi dell’uscita definitiva di Elliott Management dal capitale del Milan, ormai considerata una mossa inevitabile, sta imprimendo una svolta decisiva agli equilibri proprietari del club rossonero. Il nodo principale da sciogliere, che da mesi tiene in sospeso gli assetti finanziari, riguarda il cosiddetto vendor loan, un prestito da 489 milioni di euro più interessi che il fondo aveva concesso a RedBird Capital Partners per agevolare l’acquisizione della società nel 2022; una partita, questa, che nelle ultime settimane sembra aver accelerato il suo iter, spingendo verso una soluzione che avrà ripercussioni profonde sulla governance e sulla struttura finanziaria della società. Sebbene la transazione, di per sé, non modifichi la titolarità di controllo – saldamente nelle mani di Gerry Cardinale attraverso RedBird –, la sua conclusione segnerà un distacco netto dall’ombra del precedente proprietario, il cui credito ha finora mantenuto un legame, seppur residuale, con il passato della squadra.

Il rifinanziamento e le voci su un nuovo ingresso

Le voci che circolano insistentemente parlano di un imminente rifinanziamento del debito da parte di Comvest, un’operazione che permetterebbe a RedBird di estinguere anticipatamente l’obbligo verso Elliott e di chiudere così, definitivamente, ogni rapporto. Come ha sottolineato il giornalista Carlo Pellegatti, commentando la situazione sul suo canale YouTube, per i tifosi la differenza tra dover pagare Elliott o un altro finanziatore è marginale nella sostanza, ma l’aspetto cruciale risiede nel cambiamento degli uomini: con la liquidazione del prestito, se ne andrebbero anche i rappresentanti del fondo, come Mitchell e Gordon Singer, aprendo la strada a una gestione completamente nuova. Si tratta, in altre parole, di un’emancipazione finanziaria che dovrebbe concludersi nell’arco dei prossimi due mesi, secondo quanto trapelato da ricostruzioni giornalistiche.

Stabilità nell'organigramma rossonero

Dal punto di vista dirigenziale, invece, la mossa non sembra destinata a provocare terremoti tra le figure vicine a Cardinale. Paolo Scaroni e Zlatan Ibrahimovic, per citare i nomi più in vista, resterebbero al loro posto, confermando la continuità operativa del progetto sportivo sotto l’egida di RedBird. La conferma riguarda anche il direttore sportivo Igli Tare, il cui ruolo appare consolidato nonostante i cambiamenti in atto nella sfera finanziaria. Una stabilità che potrebbe essere funzionale a garantire una transizione il più possibile lineare, evitando quelle lacerazioni che in passato hanno spesso caratterizzato i cambi di proprietà nel calcio italiano.

Il nome di Calvelli e gli scenari futuri

Parallelamente alle trattative per chiudere con Elliott, guadagna terreno l’ipotesi di un ingresso di Massimo Calvelli, ex CEO dell’ATP, nel management del Milan. La sua figura, legata a mondi diversi come quello del tennis – dove vanta una connessione con il campione Jannik Sinner – e ad accordi internazionali, come quello con il fondo sovrano saudita Pif, viene associata a un possibile ruolo da amministratore delegato, a testimonianza della volontà di RedBird di portare competenze trasversali e profili di respiro globale. Se la sua eventuale nomina si concretizzerà, rappresenterebbe un ulteriore tassello nel disegno di un club che punta a consolidare la sua struttura manageriale, guardando a modelli di business innovativi e a network internazionali, in un periodo storico dove la sostenibilità economica è diventata un imperativo categorico per tutte le grandi società calcistiche.

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