Vingegaard si ritira dal Tour de France, sospetta frattura della clavicola dopo la caduta nella quindicesima tappa
Settimane anzi mesi di allenamento, lunghissimi e monacali ritiri in altura, i «marginal gains» per guadagnare secondi, che spaziano dai bibitoni all'acido lattico per recuperare prima e meglio all'AI nelle ammiraglie ad aiutare gli strateghi della tattica. E poi lo stress dei controlli antidoping (domenica mattina) alle due di notte perché non si sa mai. Fatiche enormi ma l'assalto al Tour di Jonas Vingegaard sfuma a venti chilometri dall'arrivo della tappa 15, in una banale curva a destra, segnalata malissimo da chi organizza. (Corriere della Sera)
Ne parlano anche altri giornali
In questi giorni, i più letti e, soprattutto, più venduti quotidiani di provata fede liberal-atlantista stanno ripetendo a tambur battente che Vladimir Putin sta precipitando nei sondaggi e sta subendo una vera e propria emorragia di consensi. (Il Giornale d'Italia)
Traguardo sul Plateau de Solaison, una frazione molto impegnativa per scalatori ma che costringe anche i big della classifica generale a dare il massimo, soprattutto per non farsi staccare troppo da Tadej Pogačar, leader con oltre 4’ di vantaggio sul secondo. (RaiNews)
E il ventesimo, il campione statunitense Quinn Simmons, è a 1 ora, 3 minuti e 16 secondi da Tadej Pogacar. Tattiche violente, medie altissime, distacchi mostruosi: basti dire che il decimo della generale, il francese Jordan Jegat, ha 19’26” dalla maglia gialla. (La Gazzetta dello Sport)
Colpo di scena durante la 15.a tappa del Tour de France 2026, la Champagnole-Plateau de Solaison di 183.9 km: Jonas Vingegaard si è ritirato dopo una rovinosa caduta a 20km dal traguardo., Il danese della Visma-Lease a Bike ha sbattuto violentemente con la spalla su un marciapiede dopo una scivolata in curva, con lui è finito per terra anche il messicano Isaac Del Toro dell'UAE Team Emirates-XRG. (Sportmediaset)
Tante volte abbiamo sottolineato quanto Evenepoel fosse carente sulle lunghe salite, tante volte l’avevamo criticato sia nei grandi giri sia al Lombardia, l’unica classica in cui si possono fare certi paragoni: sul Sormano, Pogacar l’aveva sempre staccato. (La Gazzetta dello Sport)
Altro sforzo per il gruppo prima del secondo giorno di riposo e dell'ultima settimana. Si passa dai Vosgi alle Alpi, con il durissimo arrivo in salita sul Plateau de Bolaison. Un GPM di Hors Categorie che potrebbe regalare un altro successo a Pogacar, diventare l'occasione di riscatto per un suo rivale, o premiare un eventuale fuggitivo. (Sky Sport)