Dieci ore chiusi in aereo, il volo da incubo da Bologna a Malaga: "Tre passeggeri svenuti, chiamato il 118"
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Redazione Economia
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Dieci ore chiusi in un aereo in attesa di decollare da Bologna, con destinazione Malaga. L'odissea, documentata sui social da Massimo Cedrini, artista riminese, risale allo scorso 19 agosto e ha dell'incredibile, visto che il volo Ryanair FR3912, inizialmente previsto per le 17:05, è decollato soltanto all'1:21 del mattino successivo, dopo un'attesa interminabile trascorsa all'interno del velivolo.
La denuncia, pubblicata su Facebook e rapidamente diventata virale, ha acceso i riflettori su una gestione che molti passeggeri hanno definito inaccettabile, tanto da costringere la compagnia aerea a una presa di posizione ufficiale per chiarire la propria versione dei fatti.
L'imbarco alle 16:45 e la lunga attesa a bordo
Secondo il racconto di Cedrini, i passeggeri sono stati fatti salire a bordo del Boeing 737-800 con matricola EI-GXJ alle 16:45, circa venti minuti prima dell'orario di partenza previsto. Da quel momento, però, non è più successo nulla, se non una serie di rinvii e comunicazioni frammentarie che hanno tenuto i viaggiatori in uno stato di profonda incertezza. "Ci hanno imbarcato alle 16.45 e ci hanno fatto rimanere sull'aereo, senza possibilità di scendere e praticamente senza cibo, perché quel poco che c'era a bordo era finito mentre aspettavamo notizie sulla partenza", ha scritto l'artista riminese nel suo sfogo social. "Ci hanno dato un bicchiere d'acqua a testa, credo, tra l'altro anche quella era quasi finita".
Malori a bordo e l'intervento del 118
Le dieci ore di attesa, segnate da crescenti disagi fisici e psicologici, hanno avuto conseguenze pesanti su alcuni passeggeri. Nel suo post, Cedrini ha denunciato che tre persone hanno perso i sensi a causa delle condizioni proibitive all'interno della cabina, costringendo l'equipaggio a richiedere l'intervento del personale sanitario e l'arrivo di un'ambulanza al gate dell'aeroporto Guglielmo Marconi.
Un episodio grave che, secondo il passeggero, rende ancora più assurdo il comportamento della compagnia: "La cosa più assurda è che, a mio parere, sembrava che continuassero a rimandare invece di cancellare il volo, perché in caso di cancellazione avrebbero dovuto affrontare le conseguenze e i rimborsi previsti. Praticamente siamo stati 10 ore chiusi dentro un aereo".
La replica di Ryanair: condizioni meteo avverse e slot di decollo
La compagnia aerea irlandese, interpellata dalla stampa, ha risposto alle accuse attribuendo il disservizio a cause di forza maggiore. In una nota ufficiale, Ryanair ha spiegato che il ritardo è stato causato da "condizioni meteorologiche avverse" che "quel giorno hanno interessato tutte le compagnie aeree operative da e per l'Italia". La decisione di mantenere i passeggeri a bordo, invece di farli scendere in aeroporto, è stata giustificata con la necessità operativa di essere "pronti a partire non appena fosse stato disponibile uno slot di decollo".
L'attesa, tuttavia, si è protratta molto più a lungo del previsto, con il decollo effettivo avvenuto solo all'1:07 del mattino successivo.
La versione della compagnia sugli assistiti a bordo
Sul fronte dell'assistenza ai passeggeri, la posizione di Ryanair differisce parzialmente da quanto denunciato da Cedrini. La compagnia ha infatti dichiarato che l'equipaggio "ha aperto i punti ristoro a bordo affinché i passeggeri potessero accedere a snack e bevande", smentendo indirettamente la carenza di cibo e acqua descritta dall'artista riminese. Riguardo ai malori, la low cost ha confermato l'accaduto ma ha circoscritto l'emergenza a un singolo passeggero, "che è stato visitato dal personale sanitario dell'aeroporto, che ha stabilito che fosse idoneo a volare".
Un episodio che, al netto delle diverse ricostruzioni, ha sollevato interrogativi sulla gestione delle emergenze sanitarie a bordo durante le lunghe attese al suolo.
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