Lazio-Sassuolo, aperta la vendita dei tagliandi tra pack promozionali e striscioni di protesta

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La società S.S. Lazio ha ufficializzato le modalità di acquisto dei biglietti per la gara di campionato contro il Sassuolo, valida per la ventottesima giornata di Serie A Enilive, e l’ha fatto inserendo l’incontro all’interno di una strategia commerciale più ampia che lega la sfida ai neroverdi a un altro impegno cruciale, quello di Coppa Italia -1-7. La biglietteria del club biancoceleste, infatti, ha messo a disposizione dei propri tifosi non solo i tagliandi per la singola partita, ma anche un pacchetto promozionale denominato “Pack Lazio Style 2 Gare” che abbina alla sfida contro il Sassuolo la semifinale di ritorno contro l’Atalanta, consentendo a chi effettuerà un acquisto minimo di venti euro presso gli store ufficiali di ottenere un codice sconto valido per entrambi gli eventi -5-9. L’iniziativa, che sarà valida fino al prossimo 3 marzo, rappresenta un tentativo della dirigenza di incentivare la presenza allo stadio in un momento particolare della stagione, sebbene le modalità di accesso prevedano esclusivamente il supporto cartaceo piuttosto che il caricamento digitale sulle fidelity card, una scelta logistica che obbliga i sostenitori a conservare con cura il Titolo di accesso per presentarlo ai tornelli dell’Olimpico in entrambe le occasioni -1-7.

La contestazione contro Lotito si allarga alle strade della capitale

Mentre la macchina organizzativa del club procede con le ordinarie procedure di vendita, il malcontento di una parte consistente della tifoseria organizzata continua a manifestarsi in forme sempre più visibili e radicali, trasformando il clima di attesa per le prossime sfide in una tensione sotterranea che nulla ha a che vedere con le dinamiche prettamente sportive. Nelle ultime ore, infatti, le strade di Roma sono state letteralmente tappezzate da migliaia di manifesti – si parla di circa quindicimila copie affisse in diversi quadranti urbani – che incrociano il dissenso calcistico con una critica politica diretta alla figura del presidente Claudio Lotito, senatore di Forza Italia. Il messaggio che campeggia sui poster è secco e non lascia spazio a interpretazioni: “Finché c’è Lotito non avrete il nostro voto”, una frase che appare sovrapposta al simbolo del partito azzurro, accuratamente barrato con una croce che ne annulla visivamente l’identità.

Un malcontento che arriva da lontano e si fa sempre più organizzato

Questa forma di protesta diffusa, che ha colpito in particolare la zona di Fiumicino e alcune aree nevralgiche come l’uscita della metropolitana Laurentina, non rappresenta certo un episodio isolato ma piuttosto l’ultima evoluzione di un dissenso che cova da mesi e che aveva già trovato espressione in iniziative precedenti, capaci di mobilitare migliaia di sostenitori. La contestazione, va ricordato, aveva già portato a un vero e proprio sciopero del tifo allo stadio, con curve deserte e silenzi assordanti durante le partite, e aveva trovato una forma di aggregazione nella raccolta firme per una petizione contro il numero uno biancoceleste che, secondo fonti vicine ai gruppi organizzati, avrebbe superato ampiamente le quarantamila adesioni. La scelta di utilizzare il manifesto murale, con tutto il suo carico di implicazioni visive e la sua capacità di intercettare anche il passante distratto, indica una volontà precisa di uscire dagli steccati dello stadio per portare il conflitto nella quotidianità della città, rendendo partecipe un pubblico più vasto e cercando probabilmente di allargare il fronte del malcontento.

L’intreccio tra sport e politica nella figura del doppio ruolo di Lotito

La particolarità di questa ondata di proteste, che colpisce un presidente che siede contemporaneamente sugli scranni di Palazzo Madama e sulla poltrona più alta del club capitolino, risiede proprio nell’impossibilità di separare i due piani, tanto che i manifesti giocano esplicitamente su questa doppia identità. L’accostamento del nome di Lotito al simbolo del suo partito, con quell’invito a non votare per lui che riecheggia le scadenze elettorali ormai prossime, rende la protesta un oggetto politico a tutti gli effetti, anche se il motore primo rimane il malcontento per la gestione societaria. Da più parti, tra i commentatori e gli stessi tifosi, si sottolinea come l’iniziativa abbia una portata inedita per intensità e capillarità, anche se non manca chi, come il deputato azzurro Giorgio Mulè, ironizza sulla paternità dei manifesti ipotizzando, con una battuta che sa di provocazione, che a promuoverli possano essere stati i tifosi della Roma piuttosto che i laziali delusi.

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