Tragedia a Senigallia, il grido d'aiuto inascoltato di Leonardo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Leonardo Calcina, un ragazzo di 15 anni di Senigallia, ha deciso di togliersi la vita domenica sera, utilizzando la pistola d'ordinanza del padre, un vigile urbano. Il giovane, che si è sparato all'esterno di un casale di campagna a Montignano, aveva cercato disperatamente aiuto, inviando sette messaggi su WhatsApp alla madre nei giorni precedenti il tragico gesto. "Non ce la faccio più", aveva scritto Leonardo, esprimendo la sua frustrazione e disperazione per le angherie subite da alcuni compagni di classe.

Mercoledì 9 ottobre, Leonardo aveva parlato con il professore di sostegno, confidandogli il desiderio di lasciare la scuola. Tuttavia, nonostante le sue richieste di aiuto, la scuola non è intervenuta. La famiglia, rappresentata dall'avvocata Pia Perricci, ha consegnato agli inquirenti i messaggi inviati dal ragazzo alla madre, nei quali Leonardo raccontava del suo disagio e delle difficoltà incontrate nel contesto scolastico.

I genitori di Leonardo si sono recati ieri nella caserma di Marzocca per integrare la denuncia presentata la notte stessa della scomparsa del figlio. La madre, Viktoryia, ha descritto come Leonardo fosse vittima di bullismo da parte di un gruppetto di compagni di classe, composto da due ragazzi e una ragazza, che lo tormentavano quotidianamente dall'inizio dell'anno scolastico.

Le parole di Leonardo, "Non ce la faccio più", risuonano ora come un grido d'aiuto disperato, l'ultimo di una lunga serie.

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