Il vortice afro-mediterraneo sconvolge la primavera: temporali, grandine e poi l’anticiclone
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Redazione Interno
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Chi l’avrebbe detto, dopo quelle punte di 30 gradi che avevano illuso il Sud e le isole di un’estate in anticipo? E invece l’alta pressione, quella che per qualche giorno aveva bloccato ogni perturbazione, è crollata di schianto. Al suo posto, complice la risalita di una vasta area ciclonica direttamente dal Nord Africa, si è insediato un vortice mediterraneo – una struttura bassa pressionaria dal cuore freddo, per usare il gergo dei meteorologi – che sta letteralmente riscrivendo le carte del tempo sulla nostra penisola. Le prime avvisaglie, va detto, si sono già viste al Nord-Ovest e in Sardegna, ma il peggioramento non ha alcuna intenzione di fermarsi lì: si sta propagando verso il Nord-Est, il Centro-Sud e la Sicilia, trascinandosi dietro un carico notevole di umidità e polvere sahariana.
Instabilità marcata e piogge “sporche” fino a metà settimana
Secondo le analisi diffuse da Federico Brescia, meteorologo de iLMeteo.it, ci troviamo di fronte a un “cambio di scenario meteorologico radicale”. Il promontorio anticiclonico subtropicale che ci aveva regalato un anticipo d’estate, spiega l’esperto, ha lasciato il posto a un profondo vortice ciclonico, il quale sta richiamando masse d’aria instabili e cariche di umidità. Ne conseguiranno, almeno fino a mercoledì, condizioni di tempo spiccatamente instabile e ventoso, con un rischio concreto di precipitazioni “sporche”: non è difficile immaginare auto e balconi ricoperti da quel sottile strato di fango rossastro, data la presenza di pulviscolo desertico in sospensione. I temporali, in questo contesto, non saranno affatto un’eccezione, anzi.
Il minimo di 1000 hPa sulla Sardegna e lo spostamento verso sud
Il cuore del vortice, attualmente caratterizzato da un minimo barico di 1000 hPa sulla Sardegna, continuerà la sua evoluzione nei prossimi giorni. Domani lo ritroveremo sulle regioni centrali – con ogni probabilità tra Toscana, Lazio e Umbria – per poi scivolare mercoledì verso il Sud Italia e, infine, giovedì, fare ritorno sul nord Africa. Durante questo lento trasloco, l’instabilità si farà sentire a intermittenza: non mancheranno infatti delle schiarite, anche ampie, ma il rischio di rovesci e locali grandinate resterà concreto. La grandine, in particolare, rappresenta un elemento da non sottovalutare in questo tipo di configurazione, dove l’aria fredda in quota si scontra con i bassi strati ancora tiepidi.
La fase clou prevista da martedì 14 aprile, poi il ritorno dell’anticiclone
Il momento di maggiore intensità di questa ondata di maltempo è atteso a partire da martedì 14 aprile. L’innesco – spiegano i modelli previsionali – sarà rappresentato proprio dall’approfondimento della bassa pressione sul Mar Tirreno, una dinamica che favorirà la risalita di aria umida e la conseguente formazione di sistemi temporaleschi organizzati. Non si escludono, in questa fase, venti di burrasca lungo le coste esposte e sui rilievi. Tuttavia, come spesso accade in questa stagione, l’altalena non è destinata a durare in eterno: già a partire dal prossimo fine settimana, l’anticiclone dovrebbe riconquistare la scena, riportando tempo più stabile e un generale rialzo termico. Un’alternanza, questa, che conferma il carattere turbolento e mutevole di una primavera ormai abituata a farci passare dalla canicola alla grandine nell’arco di poche ore.




