Il Comune valuta la rottamazione delle cartelle, Sinistra Italiana insorge: «Uno schiaffo ai contribuenti onesti»
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Redazione Interno
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L’amministrazione guidata da Cosimo Cannito, secondo quanto risulta da una valutazione in corso che coinvolge gli uffici finanziari di Palazzo di Città, starebbe seriamente considerando l’opportunità di recepire la normativa nazionale che consente agli enti locali l’adozione della cosiddetta Definizione Agevolata per i tributi non versati. Il meccanismo, introdotto dai commi dal 102 al 110 dell’articolo 1 della legge 199 del 29 dicembre 2025 — il provvedimento noto come Legge di Bilancio 2026 — permette a comuni, province e regioni di cancellare sanzioni e interessi sulle imposte locali arretrate, richiedendo ai debitori il solo pagamento del capitale dovuto. Una facoltà, quella concessa dal legislatore nazionale, che in Puglia sta dividendo profondamente il panorama politico e che a Barletta ha già innescato una reazione durissima da parte del circolo cittadino di Sinistra Italiana.
«È uno scherzo?», si domandano i referenti del partito guidato a livello locale da Maria Campese, «questa proposta è un insulto ai contribuenti onesti che hanno sempre pagato le tasse e le imposte locali in tempo e con regolarità». La misura, che tecnicamente ricalca lo schema della Rottamazione-quinquies già operante per i carichi affidati all’Agenzia delle Entrate Riscossione, rappresenterebbe secondo i suoi critici un trattamento ingiusto e iniquo: chi ha rispettato le scadenze subisce oggi una pressione fiscale che i detrattori dell’operazione definiscono già insostenibile, mentre ai morosi storici verrebbe spalancata una porta d’uscita agevolata, senza nemmeno l’applicazione di quelle maggiorazioni che solitamente accompagnano i ritardi.
Lo scoglio delle rateizzazioni in corso e l’effetto sospensivo della domanda
Non tutti i debiti, però, possono rientrare automaticamente nel perimetro della definizione; la questione si complica ulteriormente quando si incrociano le vecchie pendenze con i piani di rateizzazione già in essere. Si pensi, ad esempio, al caso — tutt’altro che raro — del contribuente Mario Rossi, il quale ha in corso una rateizzazione di cartelle tributarie che riguardano, in parte, debiti Irpef non versati e, per un’altra quota, avvisi di accertamento Imu già iscritti a ruolo. Come gestire, in una simile evenienza, l’accesso alla nuova rottamazione? Il Centro Studi Tributari, nelle risposte riservate agli abbonati di FiscoPratico, ha chiarito che la semplice presentazione dell’istanza di adesione produce un effetto sospensivo immediato sugli obblighi di pagamento delle rateizzazioni in corso, fermando di fatto le procedure esecutive e consentendo al debitore di ricollocare la propria posizione all’interno del nuovo perimetro agevolativo. Un meccanismo che, di fatto, congela i vecchi piani e ne sostituisce la disciplina, ma che richiede una valutazione attenta dei carichi effettivamente definibili.
L’appello dei Fratelli d’Italia alla Regione Puglia: «Una boccata d’ossigeno per famiglie e imprese»
Se a Barletta l’opposizione di sinistra alza barricate, a livello regionale la sollecitazione affinché il governo di Michele Emiliano faccia propria la norma arriva da uno schieramento politico diametralmente opposto. Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Nicola Gatta, insieme al presidente del gruppo Paolo Pagliaro — lo stesso che nei mesi scorsi, tra l’altro, aveva duramente attaccato l’esecutivo regionale per la nomina del governatore Emiliano nel Cda della Fondazione Petruzzelli — ha formalmente invitato la giunta pugliese ad attivare la definizione agevolata per i tributi di competenza regionale, a partire dal bollo auto. L’argomentazione dei due esponenti di FdI si fonda su un presupposto pragmatico: aiutare coloro che, pur avendo la volontà di regolarizzare la propria posizione, non dispongono delle risorse necessarie per far fronte all’intero debito, comprensivo di sanzioni e interessi maturati negli anni. «Recuperare crediti altrimenti inesigibili», sostengono Gatta e Pagliaro, «non significa gravare ulteriormente sui cittadini e sulle imprese, ma trasformare partite morte in entrate certe, da reinvestire nella manutenzione delle infrastrutture e nella sicurezza del territorio».
L’interrogazione a Gravina e il modello Ifel per i regolamenti comunali
Mentre il dibattito politico si infiamma, qualche amministrazione ha già iniziato a muoversi concretamente. A Gravina in Puglia, il consigliere comunale della lista UnabellaStoria, Saverio Verna, ha depositato una interrogazione dettagliata nella quale chiede all’esecutivo cittadino se intenda deliberare l’adesione alla rottamazione quinquies per i crediti comunali, estendendola anche ai carichi affidati a soggetti riscossori terzi. Verna, che ha messo a disposizione degli uffici la bozza di regolamento predisposta dall’Ifel — la fondazione dell’Anci che ha già diffuso uno schema operativo personalizzabile per Imu, Tari e multe —, sottolinea l’urgenza del provvedimento: la scadenza del 30 aprile 2026 per la presentazione delle domande da parte dei contribuenti impone ai comuni tempi strettissimi per l’approvazione delle delibere consiliari o di giunta. La norma, infatti, attribuisce agli enti locali una potestà regolamentare autonoma, ma l’esercizio di questa facoltà richiede l’adozione formale di un atto che disciplini nello specifico i tributi oggetto di definizione, le annualità interessate e le modalità di presentazione delle istanze.
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description: Polemiche a Barletta sulla proposta del sindaco Cannito di aderire alla rottamazione dei tributi locali. Sinistra Italiana contesta la misura. Fratelli d’Italia sollecita la Regione Puglia.




