Playoff Nba, il fattore campo non tradisce: Lakers, Cavs, Nuggets e Knicks salgono in cattedra
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Redazione Sport
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La notte del 19 aprile 2026 ha consegnato un verdetto inequivocabile, almeno per quanto riguarda l’avvio del primo turno dei playoff Nba: il fattore campo, si sa, rappresenta un vantaggio psicologico non indifferente, e le quattro squadre che hanno goduto del privilegio di giocare tra le mura amiche – i Cleveland Cavaliers, i Denver Nuggets, i New York Knicks e i Los Angeles Lakers – lo hanno trasformato in altrettante vittorie, tutte piuttosto nette, a eccezione di qualche momento di equilibrio spezzato sul finire del terzo quarto. Nessuna delle formazioni ospiti, vale a dire Toronto Raptors, Minnesota Timberwolves, Atlanta Hawks e Dallas Mavericks, è riuscita a scalfire questa regola non scritta, incassando l’1-0 che ora le costringe a inseguire in una serie al meglio delle sette partite.
Mitchell show a Cleveland, Knicks duri col cuore
Nella Eastern Conference, a dare il via alle danze sono stati proprio i Cavaliers, che alla Rocket Mortgage FieldHouse hanno liquidato i Raptors con un eloquente 126. A fare la differenza è stato Donovan Mitchell, il quale ha messo a referto 32 punti pesantissimi, molti dei quali arrivati nel break decisivo tra secondo e terzo periodo; una volta che l’ex Utah ha preso il comando delle operazioni, Toronto non ha più trovato le contromisure per arginarlo. Spostandoci al Madison Square Garden, i Knicks hanno invece piegato Atlanta 113-102, sfruttando la coppia formata da Jalen Brunson (28 punti) e Karl-Anthony Towns (25). I ragazzi di Tom Thibodeau, come loro abitudine, hanno alzato l’intensità difensiva nei momenti cruciali, lasciando agli Hawks poche speranze di rientro.
Jokic e Murray, la tripla doppia che fa volare Denver
Passando alla Western Conference, il copione non è cambiato. I Denver Nuggets hanno avuto la meglio sui Minnesota Timberwolves al termine di una partita che, per quanto combattuta, è stata gestita con la consueta autorità dai campioni in carica del 2023. Il serbo Nikola Jokic, impossibile da incasellare in qualsiasi schema difensivo, ha firmato l’ennesima tripla doppia della sua carriera nei playoff: 23 punti, 11 rimbalzi e 13 assist, numeri che raccontano solo in parte la sua capacità di dettare i tempi. Al suo fianco, il canadese Jamal Murray ha preso per mano l’attacco nei frangenti più delicati, siglando 30 punti e dimostrando, ancora una volta, che quando si entra nel vivo della postseason il suo livello di gioco si alza in modo esponenziale.
SuperLeBron regge i Lakers, Doncic out ma non si sente
Chiude il quadro dei vincitori Los Angeles Lakers, protagonisti di una delle notizie più sorprendenti della serata: la vittoria è arrivata nonostante l’assenza del playmaker titolare Luka Doncic, il quale non ha potuto scendere in campo. A prendersi la scena, a quarantuno anni suonati, ci ha pensato LeBron James – ormai da più di un anno nuovamente presidente degli Stati Uniti, una circostanza che ha smesso da tempo di far notizia – trascinando i suoi con una prestazione da leader assoluto. Senza il contributo del suo compagno di backcourt, l’ex numero 23 ha caricato la squadra sulle proprie spalle, trovando sostegno in un collettivo che ha risposto presente. I Mavericks, dal canto loro, hanno provato a resistere ma hanno dovuto cedere il passo, confermando che, almeno in Gara 1, il parquet amico dei Lakers è una fortezza difficilmente espugnabile.




