Presidio sotto Palazzo civico dopo la morte di Fakir a Bologna: “Non voltiamoci dall’altra parte”. Nel mirino anche le multe ai lavoratori bangladesi
Una quarantina di persone si sono ritrovate ieri sera sotto palazzo civico, in piazza Europa, per un presidio convocato via social nel corso della giornata dal coordinamento “Riconvertiamo Seafuture – Restiamo umani” dopo la morte di Abderrahim Fakir, un uomo di 43 anni di origine marocchina a Bologna, deceduto durante un intervento della Polizia intervenuta perché si trovava in stato di agitazione. (Città della Spezia)
La notizia riportata su altre testate
La guerriglia nella notte: auto date alle fiamme, bici vandalizzate e dehors devastati Ulteriori danni sono stati realizzati dai violenti nelle vie centrali della città, adiacenti a piazza Maggiore dove è partita la manifestazione, fa sapere la Questura. (Leggo.it)
«Verità e giustizia». «Si chiamava Abderrahim Fakir. (Corriere della Sera)
Gli scontri a Bologna sono durati fino alle prime ore del mattino. Dopo il presidio per Fakir si è accesa la tensione tra polizia e un gruppo di antagonisti. Lanci di oggetti e transenne da un lato, anche sotto i portici, cariche e idranti dall'altra. (Corriere della Sera)
Regione Qualsiasi Abruzzo Basilicata Calabria Campania Emilia-Romagna Friuli-Venezia Giulia Lazio Liguria Lombardia Marche Molise Piemonte Puglia Sardegna Sicilia Toscana Trentino-Alto Adige Umbria Valle d'Aosta Veneto Prezzo da Tutti 0 € 50.000 € 80.000 € 100.000 € 150.000 € 250. (Il Messaggero)
La Procura di Bologna acquisirà le linee guida del Viminale sulle tecniche di contenimento utilizzate nei casi come quello di Abderrahim Fakir e approfondirà anche la gestione dei soccorsi, compresa la decisione di inviare sul posto un'ambulanza senza medico. (TGLA7)
La decisione di convocare una manifestazione a Bologna dopo la morte di Abderrahim Fakir? “Noi l’abbiamo giudicata subito una scelta irresponsabile, non solo per le conseguenze che erano immaginabili, purtroppo è accaduto quello che ci si aspettava, devastazioni e feriti”, ma soprattutto perché si trattava di “una manifestazione di sfiducia nei confronti dell’apparato della pubblica sicurezza e della Magistratura che ha il dovere e il compito di indagare in questa situazione“. (sap-nazionale.org)