Napoli-Inter, ultimo atto: la notte dello scudetto

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Redazione Sport Redazione Sport   -   A novanta minuti dalla fine di un campionato che ha tenuto col fiato sospeso mezzo paese, Napoli e Inter si ritrovano separate da un solo punto, come due pugili storditi che si studiano prima dell’ultimo assalto. Il Napoli, capolista con 79 punti, affronterà un Cagliari ormai salvo ma storicamente legato all’ambiente interista, mentre l’Inter dovrà vedersela con il Como, già comodamente decimo, in un’ultima trasferta che potrebbe decidere tutto.

Quello che sembrava un duello senza esclusione di colpi si è trasformato in una corsa a ostacoli, con entrambe le squadre inciampate nelle ultime uscite. Il Napoli, dopo aver dominato gran parte della stagione, si è arenato a Parma in un pareggio a reti inviolate, nonostante l’assalto continuo a una difesa compatta. L’Inter, dal canto suo, ha sprecato l’occasione per agganciare i partenopei, lasciandosi sfuggire la vittoria contro la Lazio in un 2-2 in cui ha pagato l’inesorabile freddezza di Pedro, autore di una doppietta e artefice involontario dei sogni scudettati napoletani.

Quella di venerdì sarà la ventottesima volta, dall’istituzione del girone unico, in cui il titolo si deciderà all’ultima giornata. Un epilogo che sembra uscito dalla penna di uno scrittore di thriller, con colpi di scena che hanno reso il campionato una giostra imprevedibile. Se il Napoli, nonostante le recenti incertezze, ha mantenuto il vantaggio, lo deve anche a quella dose d’imponderabile che Antonio Conte ha più volte evocato, quasi presagendo un finale ai limiti del surreale.

I tifosi azzurri, che già cantano vittoria, sanno però che il destino può ribaltarsi in un attimo. L’Inter, pur con un punto in meno, ha dimostrato di avere la stoffa per lottare fino all’ultimo respiro, e un eventuale passo falso del Napoli potrebbe consegnarle lo scudetto. Intanto, i social e le strade si riempiono di voci contrastanti: c’è chi vede già la festa e chi aspetta, trattenendo l’entusiasmo, perché la storia insegna che finché l’arbitro non fischia, nulla è scritto.

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