Autonomia differenziata, il dibattito continua

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, ha recentemente dichiarato che l'impegno attuale del governo è quello di ripensare il progetto di autonomia differenziata, tenendo conto delle osservazioni della Corte costituzionale. Durante una visita a Caivano, in occasione del rinnovo del Consiglio delle bambine e dei bambini, Zangrillo ha sottolineato l'importanza di gestire il territorio in modo virtuoso rispetto alle condizioni precedenti.

La Consulta, infatti, si è espressa contro l'ammissibilità del referendum sulla legge Calderoli, suscitando sorpresa tra molti osservatori. La Corte costituzionale ha rilevato profili di incostituzionalità in sette settori della legge, indicando criteri da seguire per correggerla e mantenere uno spirito cooperativo che salvaguardi l'unità e l'indissolubilità della Repubblica.

Marco Benvenuti, professore ordinario, ha commentato che l'inammissibilità del referendum rappresenta un guaio per l'autonomia e per il governo. Se il referendum fosse stato ammesso e avessero vinto i Sì, la legge Calderoli sarebbe stata eliminata, consentendo al governo di stipulare intese con le singole Regioni senza passare per il Parlamento. In caso di vittoria dei No o di mancato raggiungimento del quorum, invece, sarebbe stato un viatico politico per la maggioranza.

La sentenza 192 del 14 novembre scorso ha cambiato volto al ddl Calderoli, intervenendo sui ricorsi presentati dalle Regioni Puglia, Toscana, Campania e Sardegna

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