Johnson e Querrey bocciano la Coppa Davis, ma l'Italia vince ancora

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Sport Redazione Sport   -   Mentre le ex glorie del tennis statunitense, Johnson e Querrey, non usano mezzi termini per definire "orribile" il nuovo format della Coppa Davis, sostenendo che questa opinione sia condivisa dalla maggior parte dei giocatori, l'Italia, che di quel trofeo ha scritto la storia recente, ne vive invece un momento di apoteosi. La vittoria in casa, ottenuta senza poter contare sul suo atleta di punta, sembra confermare, suo malgrado, le critiche mosse da chi ritiene che la competizione fatichi ad attrarre le grandi stelle del circuito, le quali, spesso, scelgono di non parteciparvi. Un paradosso, questo, che non offusca però il valore dell'impresa azzurra, capace di trionfare per la terza volta consecutiva, un'impresa che pochi avrebbero scommesso di vedere realizzarsi proprio nel momento di massima espressione del tennis italiano individuale.

Un successo inatteso e collettivo

La conquista dell'"Insalatiera", avvenuta nella "SuperTennis Arena" di Bologna contro la Spagna di David Ferrer, ha assunto i contorni di un'epopea corale. Il presidente della Federazione Italiana Tennis, Angelo Binaghi, ha sottolineato con orgoglio come la squadra, che lui stesso non esita a definire "uno squadrone", abbia vinto dimostrando di non aver avuto bisogno del suo giocatore più forte, Jannik Sinner, il quale, d'altronde, aveva previsto la stessa cosa. Un'affermazione, quella di Binaghi, che va oltre la semplice celebrazione e che sembra voler indicare una via fatta di gruppo e di spirito di sacrificio, elementi che hanno sopperito all'assenza di un talento pur straordinario.

Il coro dei complimenti e il valore della visibilità

Anche lo stesso Sinner, seppur lontano dal campo, non ha fatto mancare il suo entusiasmo, definendo "incredibile" la vittoria e unendosi ai festeggiamenti attraverso i social network, in un coro di congratulazioni che ha incluso anche altri tennisti di primo piano. Una vittoria, quella italiana, che ha beneficiato di una visibilità mediatica senza precedenti, con la diretta sulla rete ammiraglia della Rai e l'attenzione dedicata dai principali telegiornali, un fatto che, come ha notato il presidente Binaghi, ha regalato al tennis italiano e alla Coppa Davis uno spazio eccezionale, contrapponendo uno storytelling vincente alle aspre critiche sul formato.

Il solco della storia e il confronto con il passato

Questo trionfo, il quarto nella storia del tennis azzurro, arriva a quasi cinquant'anni da un'altra pagina leggendaria, quella scritta da Nicola Pietrangeli in Cile, e sembra tracciare un solco profondo tra un passato eroico e un presente altrettanto glorioso, seppur vissuto in modalità profondamente diverse. Se le critiche di Johnson e Querrey pongono l'accento sulle carenze strutturali della competizione, il successo dell'Italia, costruito con mezzi diversi e in un contesto mutato, dimostra come, nonostante tutto, il valore della squadra e di un progetto condiviso possa ancora emergere, scrivendo una nuova, inattesa, pagina di storia.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.