Inter in ritiro ad Appiano con due dubbi di formazione: le ultime
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Redazione Sport
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La Pinetina, in questi giorni, è il teatro di un esame di coscienza collettivo. Gli uomini di Cristian Chivu, dopo la brutta prestazione offerta nel derby — una sconfitta che ha inevitabilmente sgonfiato un ambiente abituato a ben altri standard — cercano una reazione immediata che possa rimettere la corsa sul binario giusto. Una vittoria contro l’Atalanta, nella sfida in programma sabato pomeriggio a San Siro, non solo allontanerebbe i fantasmi di una possibile caduta libera, ma servirebbe a blindare psicologicamente un gruppo che, al di là dei sette punti di vantaggio in classifica sulla seconda, ha mostrato crepe preoccupanti. E se è inutile negare che ci sia preoccupazione, lo è altrettanto sottolineare come il margine di sicurezza, per quanto rassicurante, non autorizzi distrazioni.
L’infermeria e le scelte di Chivu per il reparto arretrato
La formazione che affronterà la Dea, tuttavia, è ancora avvolta da più di un’incertezza. Cristian Chivu, in ritiro ad Appiano Gentile, sta valutando con attenzione le condizioni di due pedine fondamentali, con la speranza di non dover rinunciare a loro in una partita dal peso specifico così elevato. Il principale nodo da sciogliere riguarda Alessandro Bastoni: il difensore, uscito malconcio dallo scontro con Rabiot durante il derby, non ha ancora smaltito del tutto la forte contusione alla tibia. Lavora ancora a parte, separato dal gruppo, e le sue chance di partire titolare, come riportato da alcune fonti vicine allo staff medico, sembrano assottigliarsi di ora in ora. Verrà monitorato fino all’ultimo, con la possibilità di un recupero quantomeno per la panchina, ma la sensazione è che Chivu non voglia rischiare di perderlo per un periodo più lungo. A centrocampo, invece, il dubbio si concentra sulla mediana: Petar Sucic e Henrikh Mkhitaryan sono in ballottaggio per una maglia da titolare, con il primo che sembra leggermente favorito per garantire maggiore freschezza atletica. Davanti, invece, buone notizie: Marcus Thuram, out nel derby per un attacco influenzale, è pienamente recuperato e pronto a riprendersi il suo posto al fianco di Pio Esposito, scalzando Bonny, che tornerebbe così in panchina.
Il recupero di Ederson e le speranze di Palladino
Sull’altro fronte, quello orobico, l’aria che tira a Zingonia è quella tipica dei giorni che seguono una batosta pesante, in questo caso quella europea subita per mano del Bayern Monaco. Sul volto di Raffaele Palladino, però, potrebbe tornare presto un sorriso grazie alle buone notizie che arrivano dall’infermeria. All’allenamento pomeridiano di ieri ha infatti preso parte Ederson, il centrocampista brasiliano che rappresenta un pilastro dello scacchiere tattico della Dea dal 2022 a questa parte. Il giocatore, fermo per un affaticamento muscolare che ne ha limitato l'utilizzo nelle ultime settimane, ha svolto parte della seduta insieme al gruppo, e sarà l’allenamento di oggi pomeriggio — quello che precede la partenza per Milano — a sciogliere ogni riserva sulla sua convocazione. Recuperare un calciatore della sua importanza sarebbe fondamentale per provare a fare risultato a San Siro. Ci sono, poi, piccolissime speranze anche per Charles De Ketelaere e Giacomo Raspadori, entrambi alle prese con i rispettivi infortuni: ieri hanno svolto una sessione individuale in campo e, se le valutazioni odierne dovessero essere positive, potrebbero addirittura aggregarsi alla comitiva in partenza per il capoluogo lombardo. Recuperi certi, invece, quelli di Giorgio Scalvini, pronto a riprendersi il suo posto in difesa dopo la forte contusione rimediata contro la Lazio. Palladino, insomma, cerca di mettere mano alle sue pedine migliori per rispondere a una crisi di risultati che, se in campionato tiene ancora vive le speranze europee, in Champions ha mostrato un divario forse incolmabile con le corazzate del continente.
L’obiettivo concreto in classifica e la pressione sul Milan
Al di là delle formazioni e delle assenze, la partita di San Siro ha un peso specifico enorme per la classifica. L’Inter, dal canto suo, ha un obiettivo dichiarato: tornare a più dieci sulla seconda, mettendo una pressione psicologica quasi insostenibile sul Milan di Massimiliano Allegri, che la domenica sera sarà impegnato all’Olimpico contro una Lazio sempre ostica. Sarebbe un colpo di reni importante per i nerazzurri di Chivu, che vogliono riprendere la loro corsa scudetto dopo lo stop inatteso nel derby e zittire le voci di chi, complice anche il pareggio in Coppa Italia a Como, iniziava a parlare di una squadra in calo. La missione, per Chivu, è chiudere al più presto la pratica per il Tricolore, per scongiurare il pericolo di una rimonta rossonera che, a questo punto della stagione, potrebbe trasformarsi in un incubo. Per farlo, servirà la migliore Inter, quella capace di dominare il campionato per larghi tratti, e non la versione opaca e fallosa vista contro i cugini.
L’Atalanta, invece, deve fare i conti con un altro dato statistico che pesa come un macigno: a San Siro contro l’Inter non vince addirittura dal marzo del 2014. Un tabù che dura da oltre un decennio e che Palladino è chiamato a sfatare per ridare slancio a una stagione che, dopo l’umiliazione europea, rischia di perdere di vista anche l’obiettivo minimo del quarto posto, fondamentale per accedere alla prossima Champions League. Le due squadre arrivano dunque al match con stati d’animo opposti ma accomunati dalla stessa, identica necessità: rialzarsi. Da una parte i padroni di casa vogliono dimostrare che la sconfitta nel derby è stata solo un incidente di percorso; dall’altra gli ospiti cercano una reazione di orgoglio che cancelli le scorie della pesantissima batosta tedesca e rilanci le ambizioni europee in un finale di stagione che le vede ancora in corsa, oltre che per il quarto posto, anche per la finale di Coppa Italia, attesa per il 22 aprile contro la Lazio. Sarà una battaglia di nervi, oltre che di gambe, in cui la gestione degli episodi e la freddezza sotto porta faranno la differenza.




