L'inizio turbolento della nuova era: test a porte sbarrate, ritardi e un forfait annunciato
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Redazione Sport
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La Formula Uno, mentre si appresta a varcare la soglia di un ciclo tecnico radicalmente nuovo, conferma, quasi per un principio d'inerzia strutturale, le sue profonde divisioni interne. Le squadre, dopo una lunga e costosa gestazione delle vetture che devono incarnare il futuro del circus, si ritrovano infatti a Barcellona per i fondamentali test prestagionali, ma lo fanno secondo tempistiche e stati di preparazione che dipingono un panorama a macchia di leopardo. Ferrari, Red Bull e Mercedes, pilastri storici della categoria, hanno già mostrato le loro creature e ne affinano i dettagli nei garage del circuito di Catalunya, dove si cercherà di accumulare i chilometri più preziosi dell'anno. Accanto a loro, anche Racing Bulls e Alpine sono pronte a scendere in pista, in una corsa contro il tempo che, per alcune, si è rivelata più ardua del previsto.
Il caso Williams e l'ombra dei crash test non superati
Una di queste, anzi, ha già alzato bandiera bianca. La Williams, come ha comunicato ufficialmente, sarà assente dalle sessioni spagnole, una defezione che priva il team di dati fondamentali e che getta un'ombra sinistra sulla riuscita del suo progetto. Le indiscrezioni, circolate per giorni negli ambienti del paddock e poi coagulatesi attorno al comunicato stampa, parlano di problemi tecnici rilevanti, in particolare il mancato superamento dei severissimi crash test frontali imposti dalla FIA per l'omologazione del telaio della FW48. Tale intoppo, che alcuni definirebbero un vero e proprio "disastro" logistico e sportivo, testimonia con crudezza le difficoltà incontrate da alcuni team nell'interpretare i nuovi, complessi regolamenti, nonostante il lavoro sia partito con notevole anticipo. La scelta di non presentare in pubblico la vettura prima dei test, comune ad altre scuderie, risulta oggi un dettaglio marginale di fronte all'emergenza di dover rimettere mano al progetto per ottenere il via libera federale.
Anche Aston Martin in affanno: l'assemblaggio della AMR26 procede a rilento
Se quella della Williams è una certezza amara, un'altra situazione delicata si sta consumando dietro le quinte della Aston Martin. Fonti vicine al team riferiscono di tensioni e intoppi nel processo di assemblaggio finale della AMR26, al punto che la sua presenza a Barcellona è stata pesantemente compromessa. È ormai certo che la monoposto verde non solcherà l'asfalto catalano nelle prime due giornate di test, mentre permangono dubbi concreti sulla sua eventuale partecipazione anche nella giornata conclusiva di mercoledì. Questo ritardo, che si aggiunge alla defezione forzata della Williams, delinea un quadro di partenza estremamente frammentato, dove il divario tra chi ha centrato i tempi di sviluppo e chi invece arranca rischia di materializzarsi ancor prima che si accendano i motori per la prima gara della stagione.
La frenesia degli ultimi giorni e le due velocità della F1
Nelle fabbriche dei team, gli ultimi giorni sono trascorsi in un clima di febbrile concitazione, una corsa contro il tempo dove ogni ora guadagnata o persa poteva avere un peso specifico enorme. Il fatto che, nonostante questa pressione costante, due team di medio-alto profilo come Williams e Aston Martin si trovino in acque così turbolente, la dice lunga sulla complessità del pacchetto regolamentare e sulle sfide imposte dalla nuova generazione di auto. Mentre alcuni, quelli che hanno svelato le loro monoposto con relativa tranquillità, possono concentrarsi esclusivamente sulla ricerca della prestazione, altri sono costretti a risolvere problemi di natura quasi esistenziale, legati alla semplice idoneità a gareggiare. È questa, in definitiva, la fotografia più vivida di un momento di transizione: una categoria che marcia, inesorabilmente, a due velocità ben distinte, con un distacco che si misura non in decimi di secondo, ma nella capacità stessa di presentarsi alla partenza.




