Conceiçao si difende: "Non ho avuto tempo per lavorare con i titolari"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Sergio Conceiçao, allenatore del Milan, è apparso visibilmente provato durante la conferenza stampa tenutasi a San Siro al termine della sfida contro il Feyenoord, valida per il ritorno dei playoff di Champions League. La partita, conclusasi con un pareggio per 1-1, ha sancito l’eliminazione dei rossoneri dal torneo, con gli olandesi passati il turno grazie alla vittoria ottenuta all’andata. «Sono arrivato un mese e mezzo fa», ha esordito Conceiçao, «eppure mi si paragona ad allenatori che erano qui da anni. In questo breve periodo, non ho avuto modo di lavorare con i titolari».

Le parole dell’allenatore portoghese arrivano in un momento delicato per il Milan, reduce da un’eliminazione che ha lasciato un retrogusto amaro non solo tra i tifosi, ma anche tra gli addetti ai lavori. Alessandro Costacurta, ex difensore rossonero, non ha risparmiato critiche: «Anche in inferiorità numerica si poteva vincere la partita. Il Feyenoord era in difficoltà, eppure non siamo riusciti a sfruttare l’occasione». Costacurta ha poi aggiunto: «In Serie A sarà dura. Quarto posto? Noi siamo abituati ad altro».

L’eliminazione del Milan si inserisce in un contesto più ampio, che vede l’Italia perdere altre due squadre nella stessa giornata. Se i rossoneri hanno ceduto il passo al Feyenoord, l’Atalanta è stata travolta per 3-1 dal Bruges a Bergamo, uscendo mestamente di scena. Un colpo duro per il calcio italiano, che si ritrova con una rappresentanza sempre più ridotta nelle competizioni europee.

Conceiçao, dal canto suo, ha assunto su di sé la responsabilità della sconfitta: «La sconfitta ha la mia faccia, non quella di Theo. Le scelte sono mie». L’allenatore ha poi sottolineato la delusione del gruppo: «Siamo tutti arrabbiati perché sapevamo di essere più forti. Abbiamo preparato questa partita per vincerla, non si vedeva un modo in cui ci avrebbero potuto fare gol».

Nonostante il tono amareggiato, Conceiçao ha cercato di guardare avanti: «Di colpe ne abbiamo anche noi. Ora dobbiamo concentrarci sul campionato e sulla Coppa Italia. Dobbiamo essere più forti, lavorare di più». Un messaggio che suona come un impegno per il futuro, in un momento in cui il Milan deve ritrovare la sua identità e la sua competitività.

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