Stellantis e Ferrari corrono in Borsa spinte dai giudizi di Goldman Sachs

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le quotazioni automobilistiche della galassia Agnelli, Stellantis e Ferrari, hanno mostrato un dinamismo significativo a Piazza Affari, influenzate da una serie di report analistici che ne hanno ridisegnato le prospettive. A trainare gli andamenti, positivi fin dalle prime battute della seduta, si sono rivelati, come anticipato, alcuni studi condotti da Goldman Sachs e da Banca Santander, i quali hanno valutato con favore le due società di cui Exor, la finanziaria di famiglia, è il principale azionista. È bene ricordare, tuttavia, che il trading di strumenti finanziari comporta rischi elevati, incluso quello di una perdita parziale o totale del capitale investito; una circostanza, questa, che rende l’attività non adatta a ogni profilo di investitore, data l’estrema volatilità dei mercati, spesso sensibile a fattori esterni di natura finanziaria, normativa o politica.

Il doppio binario degli analisti

L’avvio di settimana si è dunque caratterizzato per un andamento decisamente positivo per Stellantis, che ha chiuso con un rimbalzo del 3,74%, e per Ferrari, la quale ha registrato un incremento dell’1,9%. Entrambe le case automobilistiche sono state oggetto di altrettante e distinte analisi da parte di Goldman Sachs, la quale ha avviato la copertura sul titolo Stellantis assegnandogli un rating “neutrale” e un target price di 9 euro, mentre su Ferrari ha espresso un giudizio di “buy”, ovvero di acquisto, con un target price ben più ambizioso, fissato a 391 euro. Una divergenza di valutazione che delinea percorsi di investimento potenzialmente differenti per i due colossi, nonostante la comune matrice azionaria.

Le ombre sul costruttore automobilistico

Nonostante il recente slancio, il percorso borsistico di Stellantis non è stato privo di ombre, avendo il titolo sofferto in precedenza con un calo del 4% in una sola seduta. Tale flessione ha posizionato il gruppo in coda al Ftse Mib, ampliando una tendenza negativa che, in poco più di due settimane dal picco di fine ottobre, ha eroso oltre il 12% della capitalizzazione. Secondo una parte degli esperti, sull’andamento pesano in maniera considerevole l’ondata di maxi-richiami tecnici che sta interessando il gruppo nel mercato nordamericano, i quali stanno alimentando dubbi stringenti sulla qualità percepita del prodotto, e le incognite legate alla partnership con Leapmotor in Cina, un fronte strategico di non semplice gestione.

Il contesto generale dei rischi

La volatilità evidenziata dalle performance di questi titoli, del resto, si inserisce in un quadro più ampio di avvertenze per gli investitori, i quali devono costantemente misurarsi con la possibilità di subire perdite anche ingenti. L’attività di trading, soprattutto quando condotta con margine, moltiplica infatti i rischi finanziari, esponendo a fluttuazioni che possono essere brusche e imprevedibili, influenzate da eventi macroeconomici o da decisioni regolatorie che sfuggono al controllo del singolo. Ciò che emerge, osservando i movimenti di Borsa, è un panorama in cui l’ottimismo analitico deve sempre fare i conti con la concretezza dei dati operativi e con le sfide che ogni colosso industriale si trova ad affrontare sui mercati globali.

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