Star Wars Eclipse, lo stallo infinito: pochi progressi in mesi e il futuro legato ai conti di Spellcasters Chronicles

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Sono passati ormai più di quattro anni da quel dicembre 2021, quando un trailer spettacolare – girato interamente con il motore grafico – annunciò al mondo Star Wars Eclipse. Un’opera che, nelle intenzioni di Quantic Dream, avrebbe dovuto fondere la narrazione ramificata tipica dello studio francese con l’epicità dell’Alta Repubblica. Eppure, di quella promessa iniziale resta ben poco, se non un silenzio quasi tombale rotto, sporadicamente, da voci di corridoio che dipingono un quadro tutt’altro che roseo. Stando a un recente aggiornamento del giornalista Mike Straw, rilanciato da Insider Gaming, i lavori sul gioco procederebbero a un ritmo talmente lento da risultare, a tratti, impercettibili: fonti interne parlano di “pochissimi progressi” nell’arco di diversi mesi, tanto da far stimare una pubblicazione ancora lontana anni.

Un bicchiere mezzo pieno e un colosso che non vuole investire

C’è però un rovescio della medaglia, se vogliamo guardare al vaso mezzo pieno. La medesima fonte che conferma l’impasse tecnico ammette, infatti, che una “buona porzione” del Titolo sarebbe già stata completata. Il problema, dunque, non è l’assenza di un’idea o di un motore di gioco funzionante, quanto piuttosto la fatica immane che il team sta incontrando nel superare quella famigerata “fase finale” dello sviluppo, quella in cui si rifinisce, si ottimizza e si assemblano i pezzi. Per cercare di sbloccare questa situazione, Quantic Dream avrebbe proposto un’espansione dell’organico. Ma qui arriva il vero scoglio, che si chiama NetEase. Il colosso cinese, che ha acquisito lo studio nel 2022, avrebbe opposto un secco rifiuto all’ipotesi di iniettare nuovi capitali per velocizzare i lavori. Una scelta, questa, che sembra allinearsi a una più ampia strategia di razionalizzazione degli investimenti occidentali da parte di NetEase, sempre più attenta al ritorno economico immediato più che ai sogni di gloria creativa.

Spellcasters Chronicles come unica ancora di salvezza

Ecco allora che la chiave di volta di questo gigantesco puzzle diventa un altro gioco, decisamente più piccolo e votato al multigiocatore: Spellcasters Chronicles. Uscito in accesso anticipato su Steam alla fine di febbraio, questo titolo (che rappresenta una deviazione dal genere narrativo classico per lo studio) si trova ora a giocarsi il destino del kolossal Star Wars. Secondo le indiscrezioni, i ricavi generati da Spellcasters sono stati indicati come la principale fonte di finanziamento per portare avanti Eclipse. Una sorta di scommessa interna: se il multiplayer dovesse decollare e portare cassa, i fondi potrebbero sbloccare la situazione; in caso contrario, NetEase sarebbe pronta a riconsiderare l’intero accordo, valutando persino l’ipotesi di interrompere del tutto l’erogazione dei fondi. Attualmente, i numeri di Spellcasters Chronicles – pur essendo in una fase embrionale di early access – mostrano picchi di giocatori decisamente modesti, un campanello d’allarme che non fa certo ben sperare per un’imminente pioggia di milioni.

L’ultimo aggiornamento ufficiale e l’attesa infinita

Per avere un aggiornamento ufficiale, e non filtrato, bisogna tornare all’ottobre scorso. In quell’occasione, David Cage (il fondatore di Quantic Dream) rilasciò una nota in cui assicurava che lo sviluppo di *Star Wars Eclipse* procedeva, seppur parallelamente ad altri progetti, promettendo di condividere novità “in futuro”. Un’affermazione talmente vaga da risultare quasi eloquente nel descrivere la frustrazione interna. A distanza di oltre un lustro dal successo planetario di *Detroit: Become Human* (uscito nel 2018), lo studio parigino sembra aver smarrito la propria identità, diviso tra le pressioni di una proprietà che chiede profitti certi e un’ambizione tecnico-narrativa che rischia di schiantarsi contro la dura realtà dei bilanci. Per i fan che aspettavano di tornare in una galassia lontana lontana con il marchio di fabbrica di Quantic Dream, la pazienza sarà purtroppo l’unica alleata, almeno finché i conti di un piccolo MOBA non decideranno il destino di una delle produzioni più costose mai annunciate nel settore.

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