Jokic domina gara-1, ma i playoff NBA riservano altre sorprese
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Nikola Jokic ha firmato una prestazione da antologia nel primo atto delle semifinali di Western Conference, trascinando i Denver Nuggets alla vittoria contro gli Oklahoma City Thunder con numeri che pochi, nella storia della NBA, possono vantare: 42 punti, 22 rimbalzi e 6 assist. Un’esibizione che lo accomuna a giganti come Wilt Chamberlain, Shaquille O’Neal e Giannis Antetokounmpo, e che riaccende il dibattito sul valore assoluto del serbo, già favorito per il titolo di MVP. Sebbene il premio si basi esclusivamente sulla regular season, il confronto diretto con Shai Gilgeous-Alexander – autore di un comunque straordinario 33 punti, 10 rimbalzi e 8 assist – offre ulteriore materiale per valutare chi, tra i due, stia lasciando il segno più profondo.
Ma la partita ha regalato altri momenti degni di nota, come la schiacciata di Aaron Gordon su Chet Holmgren, uno dei migliori stoppatori della lega. L’ala dei Nuggets, ormai veterano ma ancora capace di esplosioni atletiche, ha chiuso l’azione del secondo quarto con un’eclatante dimostrazione di forza, umiliando il giovane talento degli Thunder. Un gesto che, al di là del risultato, ribadisce come Denver non possa essere liquidata come una squadra che fa affidamento solo sul proprio fenomeno.
A sorprendere, però, non è stata solo la Western Conference. Nella East, i New York Knicks hanno strappato un’importante vittoria in trasferta contro i Boston Celtics, superandoli 108-105 dopo un overtime. I campioni in carica, che nella stagione regolare avevano dominato tutti e quattro gli scontri diretti, hanno pagato una serata disastrosa dal lungo raggio: 15/60 da tre punti, il peggior risultato di sempre per una squadra nei playoff. Un record negativo che riflette l’evoluzione del gioco, sempre più orientato verso il tiro da lontano, ma che i Celtics non sono riusciti a gestire.




