Ferrari squalificata in Cina: le irregolarità tecniche che hanno mandato in fumo il gp
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Redazione Sport
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La doppia squalifica subita dalla Ferrari al Gran Premio di Cina ha scosso il mondo della Formula 1, lasciando Charles Leclerc e Lewis Hamilton fuori dalla classifica in quello che si è rivelato un weekend amaro per il team di Maranello. Un episodio senza precedenti per il Cavallino, che non aveva mai visto entrambe le sue monoposto escluse per irregolarità tecniche nello stesso evento.
Tutto era iniziato con un tentativo audace di Leclerc, il quale, al primo giro, aveva cercato di superare Max Verstappen all’interno del famoso "cavatappi" di Shanghai. La mossa, seppur corretta nella strategia, lo aveva costretto a salire eccessivamente sul cordolo, facendo sobbalzare la SF-25 e compromettendone l’aderenza. Quel momento, però, è stato solo l’antipasto di una giornata che avrebbe riservato ben altre sorprese.
Le verifiche tecniche post-gara hanno infatti evidenziato due violazioni distinte del regolamento, legate alle pelli delle gomme e alla loro conformità. Sebbene i dettagli precisi non siano stati resi pubblici, è chiaro che la Federazione abbia riscontrato anomalie tali da giustificare l’esclusione di entrambe le vetture. Un colpo durissimo per la Scuderia, già alle prese con una stagione che, nonostante qualche lampo di competitività, fatica a decollare.
Hamilton, reduce dal successo nella Sprint Race di sabato, aveva parlato di "maratona" riferendosi alla lunghezza del campionato, senza immaginare che, poche ore dopo, la Ferrari avrebbe subito una delle batoste più pesanti degli ultimi anni. Un episodio che si aggiunge a una lista di figuracce recenti, dalle strategie fallimentari agli errori in fase di sviluppo, e che riaccende il dibattito sull’affidabilità del team.




