Il caso di Anguillara, il marito si accusa dell'omicidio di Federica Torzullo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel gelo di una domenica di gennaio, i militari dell'Arma, impegnati nelle ricerche della donna scomparsa da giorni, hanno rinvenuto quello che tutti, ormai, temevano: un corpo senza vita, sepolto in un terreno attiguo alla sede operativa di un'impresa di scavi in via Comunale San Francesco, alle porte di Anguillara Sabazia. La salma, che le successive identificazioni hanno confermato appartenere a Federica Torzullo, la 41enne di cui si erano perse le tracce, giaceva non lontano dal luogo dove ogni giorno il marito, Claudio Carlomagno, svolgeva la propria attività lavorativa. L'uomo, fermato poco dopo la macabra scoperta, era stato condotto nella caserma dei carabinieri, mentre attorno all'area i tecnici della scientifica iniziavano il loro paziente e decisivo lavoro.

L'interrogatorio in carcere e le prime accuse

La posizione di Claudio Carlomagno, di fronte alla schiacciante evidenza del ritrovamento, è rapidamente precipitata. Il pubblico ministero che segue il dossier, infatti, ha formalmente iscritto l'imprenditore 45enne nel registro degli indagati, non soltanto per l'omicidio della consorte ma anche per il reato di occultamento di cadavere. Per lui, dopo il fermo, è stato disposto il carcere a Civitavecchia in attesa dell'udienza di convalida dinanzi al giudice per le indagini preliminari. Un passaggio, quest'ultimo, preceduto da un interrogatorio condotto in cella dai magistrati titolari dell'inchiesta, i quali hanno voluto ascoltare la sua versione dei fatti in assenza di una confessione che tardava ad arrivare.

Il profilo della vittima e l'ultimo viaggio

Federica Torzullo, come descritta dai familiari e da chi la conosceva, era una donna di grande energia e determinazione, qualità che le avevano permesso di conciliare gli impegni di una vita intensa. Laureata in ingegneria gestionale, svolgeva con scrupolo la professione di funzionaria in un centro postale a Fiumicino, un lavoro che la costringeva a lunghi spostamenti quotidiani da Anguillara all'altro lato di Roma. Madre attenta di un figlio di soli dieci anni, riusciva, nonostante gli orari, a essere un punto di riferimento stabile in famiglia, quella stessa famiglia che ora ne piange la scomparsa in circostanze così tragiche.

La verità secondo Claudio Carlomagno

Dopo un periodo di mutismo protrattosi per oltre una settimana, proprio a seguito dell'interrogatorio in carcere, Claudio Carlomagno ha infine rotto gli indugi. Alla presenza del suo difensore, l'uomo ha deciso di parlare, fornendo ai magistrati quella che ha definito la propria verità sulla dinamica che ha portato alla morte di Federica. La sua deposizione, della quale non sono stati divulgati i contenuti specifici, rappresenta comunque una svolta decisiva nel procedimento, gettando una luce, per quanto proveniente dall'unico accusato, sugli ultimi, fatali momenti della vittima e sulle circostanze che hanno poi condotto all'interramento del. Le indagini, naturalmente, proseguono per verificare ogni elemento e ricostruire con precisione la catena degli eventi.

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