Taglio Ires, il governo chiede un contributo alle banche
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Redazione Economia
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Il governo italiano ha deciso di ridurre l'Ires, l'imposta sui redditi delle società, dal 24% al 20% per le imprese che assumono e reinvestono gli utili. Questo provvedimento, fortemente voluto dal presidente di Confindustria Emanuele Orsini, sarà finanziato grazie a un contributo straordinario richiesto alle banche. L'emendamento alla manovra, che sarà presentato oggi, prevede che gli istituti di credito rinviino nel tempo la compensazione dei crediti fiscali, garantendo così un anticipo di liquidità necessario per coprire i costi della riduzione fiscale.
Il governo ha già previsto nel testo della legge di Bilancio un contributo di 1,8 miliardi per il 2025 e 1,5 miliardi per il 2026, ma ora chiede alle banche di rinunciare a circa 6 miliardi di crediti d'imposta nei prossimi anni. Questo ulteriore sacrificio, che potrebbe salire a mezzo miliardo rispetto ai 400 milioni inizialmente previsti, è necessario per finanziare il mini-taglio dell'Ires premiale.
Nella bozza degli emendamenti circolata ieri, il governo ha presentato uno schema per modificare l'imposta sui redditi delle società, riducendola di quattro punti percentuali, anziché cinque come auspicato dalle imprese. Questo taglio sarà applicato alle realtà che reinvestono gli utili e garantiscono occupazione, con l'obiettivo di incentivare la crescita economica e la creazione di posti di lavoro.
Tuttavia, la decisione di chiedere un ulteriore contributo alle banche ha suscitato l'ira degli istituti di credito, che si trovano a dover fare i conti con una nuova richiesta di liquidità da parte del governo.




